Che Fine Hanno Fatto Le Pellicole Alternative Della “SALAMANDRA”?

La prossima stagione è vicina. Si sa, trascorso il Ferragosto, già dall’ultima settimana di questo mese, si inizia a respirare aria di autunno.
Anche il sole si impallidisce in questi giorni, richiamando sempre di più quell’atmosfera da fine vacanze, che incontra la nostalgia di alcuni e la felicità di altri a riprendere una vita più regolare ed abitudinaria.
E se fino ad ora si è preferito trascorrere serate all’aria aperta, tra una ballata ed un cocktail in riva al mare, molto presto la stanchezza di una stagione movimentata lasciata alle spalle e la voglia di relax almeno nel tempo libero indurranno un po’ tutti a preferire una bella pellicola in casa o al cinema.
Questo inverno aretuseo sarà arricchito, in tal senso, dall’apertura di un nuovo multisala, il primo della città, che raccoglierà il consenso dei cine-amatori grazie alla più ampia scelta che offrirà loro.
Purtroppo, infatti, a Siracusa il numero dei film del grande schermo è sempre stato piuttosto esiguo, in conseguenza della scarsità di sale cinematografiche presenti nel territorio. E allora, ci chiediamo, perché quelle poche che ci sono finiscono per rimanere chiuse?
La storica “Salamandra” sembra aver chiuso i battenti già da un po’, uscendo dalla scena in punta di piedi.
Qualcuno se n’è accorto, pochi forse l’hanno valutata una grave perdita, ma in realtà, quello schermo era l’unico che proponeva spesso pellicole impegnate e non necessariamente da “cassetta”, che apportavano a Siracusa una prospettiva diversa del cinema.
I soci, Sasha e Angelo Cucurullo, due giovani con la passione del “movie”, un cinema d’autore, un cinema più impegnato, hanno raccontato le motivazioni della chiusura della sala: “Tutto è scaturito da una perdita d’acqua che proveniva dai locali della Facoltà di Architettura, situati al piano di sopra. Una perdita da noi reclamata nel tempo, ma mai risanata. Fino al punto che, un giorno di circa due anni fa, è crollata la parte di tetto nella zona dei servizi igienici.
Trovare un accordo con il padrone dello stabile è diventata la nostra attività quotidiana, alla quale sono intervenuti anche gli avvocati, a causa delle infinite resistenze poste per il risarcimento. Le autorità, dinanzi a condizioni parecchio deturpate dello stabile, hanno sempre negato qualsiasi sostegno economico. Le nostre tasche sono troppo “vuote” per poter affrontare da soli le spese necessarie per la riattivazione del cinema. Pezzi di muro crollati, servizi da ripristinare. Il proiettore principale, ormai fermo da troppo tempo, ha smesso di funzionare a causa di un corto circuito dovuto alle perdite d’acqua. Ricomprarne uno nuovo è un vero e proprio investimento.
L’inagibilità del locale, dovuta anche ad altre parti danneggiate, non ci ha più permesso di continuare l’attività, privandoci così della possibilità di portare avanti la nostra passione, ma soprattutto lasciandoci senza un lavoro. Un lavoro con cui campavamo le nostre famiglie.
Il travagliato accordo con il proprietario “di casa” sembra comunque essere giunto al traguardo attraverso un compromesso che ci ha visti remissivi riguardo alla cifra di risarcimento, la quale ammonterebbe a meno della metà del dovuto. Si parla di grosse somme,circa 170 mila euro, ma ci accontentiamo dei lavori di ristrutturazione della sala e dello stretto necessario per far ripartire il cinema.
Grazie alla struttura dei locali, la “Salamandra” ha delle buonissime potenzialità teatrali, oltre che cinematografiche, un elemento in più per le attività culturali siracusane.
L’autorizzazione dell’Ufficio Ortigia per l’avvio dei lavori è pronta. Si aspetta soltanto la delega del padrone dello stabile e la controfirmare della la suddetta autorizzazione.
Se, e solo se, le condizioni appena dette saranno messe in atto entro un mese al massimo, potremo riaprire il cinema per l’inizio del nuovo anno. Altrimenti procederemo legalmente, per risolvere in modo diverso una situazione che si è prolungata per troppo tempo”.
 


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