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Chi sono i riservisti del vaccino a Siracusa? L’Asp sia trasparente e chiarisca eventuali fuori target

Al direttore generale invece vanno nuovamente le domande iniziali: esiste una lista di riservisti o per non buttare le dosi si preferisce vaccinare il primo fortunato che passa?

Chi ha ricevuto il vaccino a Siracusa? E ancora: esiste una lista di cosiddetti “riservisti”? Le domande possono sembrare banali in un primo momento ma così non sono. E per fugare ogni dubbio sarebbe opportuno da parte dell’Asp di Siracusa fare chiarezza, una volta per tutte. E’ bene spiegare che il caos sui vaccini è un problema a tutti i livelli, nazionale (tanto che lo stesso premier Mario Draghi ha accusato le regioni: “alcuni territori trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale”), regionale e locale.

E Siracusa non è risultata “immune”, tanto che anche dall’Urban center ci sono arrivate segnalazioni di chi è stato rimandato a casa dopo essersi presentato senza appuntamento, chi è stato vaccinato dopo essersi presentato senza appuntamento (e qualcuno sembrerebbe addirittura non rientrante tra le categorie previste dal piano vaccinale, durante i vax days soprattutto) e persone rientranti nel target a cui non è stata data risposta alla prenotazione via mail per poi essere vaccinate dopo essersi presentate senza appuntamento. Un caos di informazioni (poche) e voci (tantissime) che dovrebbero essere dissipate. Complice anche la politica comunicativa di chi dovrebbe dettare le linee guida, non ultimo quel generale Figliuolo atteso oggi in Sicilia che su Rai 3 da Fabio Fazio disse “basta sprecare dosi, chiunque passa va vaccinato”.

Parole che sembrano quasi un “liberi tutti” ma che hanno ovviamente come unico significato quello del “meglio un vaccino inoculato che uno inutilizzato e gettato”. E partendo da qui nel testo del 15 marzo si dispone che le dosi di vaccino eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, “siano eccezionalmente somministrate, per ottimizzare l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal Piano nazionale e successive raccomandazioni”. Le liste di riserva, quindi, devono includere le categorie vaccinali già individuate dal piano (anche se negli ultimi mesi è già cambiato più volte) e dopo gli over 80 si procede quindi con i più fragili: le persone con disabilità, i malati oncologici, i cittadini con patologie croniche e i loro caregiver.

Nessun privilegio quindi per gli amici degli amici o per categorie professionali. O al primo che passa. O ai contattati dell’ultima ora. E a Siracusa questo si è fatto o si farà? Ci sono state dosi in esubero a fine giornata? E se sì sono andate gettate o sono state inoculate? E con quale criterio? Proprio come ha fatto poche ore fa l’Asp di Ragusa, annunciando l’istituzione una “lista di riserva” di persone da vaccinare nel caso in cui risultassero rinunce con conseguenti dosi in esubero da utilizzare per evitare sia che le stesse vadano perse, sia che la somministrazione possa essere fatta in modo inappropriato. Le liste di riserva sono composte da soggetti “fragili”, la cui vaccinazione è prevista nei giorni successivi e che, in tal modo, possono, eventualmente, anticipare l’appuntamento per la somministrazione del vaccino. E a meno di un centinaio di chilometri (a Siracusa) come stanno le cose? Sono giorni che proviamo a chiederlo all’azienda sanitaria. Invano purtroppo. Eppure basterebbe una comunicazione semplice e chiara per fugare ogni domanda o dubbio. Proprio come ha appena fatto Ragusa.

Altrimenti è inutile attaccare “chi diffonde notizie non vere”, come si legge nell’ultima nota ufficiale diramata dall’azienda sanitaria, che da oltre un anno non risponde però a molte legittime domande poste dai giornalisti, preferendo chiudersi a riccio e decidendo di inviare comunicati non sempre rispondenti al vero (vedi la questione dell’infermiere mascherato). Gli errori si possono commettere, soprattutto in una situazione emergenziale come quella vissuta nell’ultimo anno, e anche la fretta per raggiungere l’obiettivo e quindi procedere celermente alla vaccinazione di massa può comportare quei disagi vissuti dalla popolazione all’hub di via Nino Bixio. Nulla da dire alle centinaia di operatori sanitari, civili, militari e del volontariato per l’impegno profuso che ha portato ad oggi la provincia di Siracusa ad essere annoverata, con oltre 40 mila inoculazioni di vaccino, tra le province siciliane con il più alto indice di vaccinazioni eseguite. A loro va solo il ringraziamento per il lavoro svolto. Al direttore generale invece vanno nuovamente le domande iniziali: esiste una lista di riservisti o per non buttare le dosi si preferisce vaccinare il primo fortunato che passa?


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