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Chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Noto Corrado Bonfanti

Si tratta di un'inchiesta sui finanziamenti pubblici, pari a circa 240 mila euro, spesi dall'amministrazione comunale nel 2011

Si terrà il 23 marzo prossimo l’udienza preliminare nei confronti del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, e di altri 6 indagati nell’ambito della vicenda sul bike sharing. Si tratta di un’inchiesta sui finanziamenti pubblici, pari a circa 240 mila euro, spesi dall’amministrazione comunale nel 2011.

Il Pm titolare dell’indagine, Salvatore Grillo, lo scorso ottobre aveva chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Bonfanti e per Giuseppe Genovesi, Salvatore Lucifora, Sabina Pangallo, Corrado Frasca, Vito Genova e Ugo Caia, accusati a vario titolo di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Contestualmente (dopo il rigetto del Gip in una prima fase) aveva chiesto in Cassazione il sequestro della somma nei confronti del Comune ma la Suprema Corte ha rimandato la questione al tribunale di Siracusa che a dicembre lo ha accolto disponendo quindi il blocco di 240.281,66 euro, per la maggior parte nelle casse comunali.

Su questo provvedimento è stato presentato un nuovo ricorso per Cassazione, ma non è ancora stata fissata la nuova udienza. Il sindaco di Noto già in fase di indagini si era detto sereno in quanto il denaro in questione era stato speso e rendicontato e aveva assicurato massima trasparenza.

E ha spiegato la sua versione in Consiglio comunale alla fine di dicembre: da quando nel 2010 l’amministrazione comunale “pre Bonfanti” decise di partecipare a un bando del ministero dell’Ambiente per il finanziamento del bike sharing con la compartecipazione del Comune al 20%. La società si aggiudica l’appalto nel 2011, con Bonfanti appena eletto, e il 4 luglio l’allora Rup Genova comunica l’inizio dei lavori così il Comune ottiene la prima tranche del finanziamento. Seguono scelte politico-amministrative e modifiche del progetto originario fino alla denuncia di un privato da cui prende il via l’inchiesta. E dopo 10 anni, siamo ancora all’inizio.


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