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Ciclone Harry su Siracusa, inizia la conta dei danni: “prima stima intorno ai 160 milioni di euro”

Bellassai ha annunciato che di concerto con le amministrazioni locali si sta lavorando per produrre tutta la documentazione necessaria in vista della prossima richiesta dello stato di calamità naturale

Intervista con Biagio Bellassai

Il ciclone Harry che ha colpito la Sicilia orientale ha lasciato una scia di danni su diversi comuni della provincia di Siracusa. La Protezione Civile è stata in prima linea, con il responsabile provinciale Biagio Bellassai che ha gestito l’emergenza sin dalle prime ore della perturbazione. Oggi, in un’intervista ai nostri microfoni, Bellassai ha fatto il punto sulla gestione dell’emergenza, le criticità riscontrate e la risposta della comunità.

Le giornate sono state particolarmente intense”, ha esordito Bellassai. “Abbiamo messo in campo tutta la macchina dei soccorsi, ma anche una serie di azioni preventive che sono partite già giovedì, quando abbiamo cominciato a monitorare l’evolversi della situazione. Il lavoro è stato estenuante, e in alcune notti come quelle del 19, 20 e 21 gennaio, ci siamo trovati a fronteggiare una situazione complessa, con mareggiate violente che non si verificano frequentemente.”

Secondo Bellassai, un ruolo fondamentale nella gestione dell’emergenza è stato ricoperto dalla sinergia con i sindaci, le forze dell’ordine, e i volontari. “I sindaci e le amministrazioni locali sono stati fondamentali in questa fase, così come la collaborazione dei cittadini, che si sono comportati con molta responsabilità. Le evacuazioni sono state gestite con grande maturità, specialmente nelle aree a rischio, come Marzamemi.”

Il ciclone ha colpito duramente la fascia costiera della provincia di Siracusa, con danni significativi soprattutto a Marzamemi, Avola e Portopalo. Le zone evacuate hanno visto la Protezione Civile all’opera con strutture alberghiere e palestre messe a disposizione per ospitare i residenti a rischio. Bellassai ha inoltre sottolineato la cooperazione delle amministrazioni locali: “Le zone di evacuazione, tra cui Marzamemi, Pantanelli e San Lorenzo, sono state scelte con molta attenzione. La sicurezza delle persone è sempre stata la priorità.”

Sulle cifre dei danni, Bellassai ha confermato una stima preliminare che potrebbe aumentare nei prossimi giorni. “Abbiamo già effettuato una prima stima dei danni che ammonta a circa 160 milioni di euro nella provincia di Siracusa. Tuttavia, le cifre potrebbero crescere man mano che ci addentriamo nei territori più danneggiati.”

Il responsabile della Protezione Civile ha anche lanciato una riflessione sulla prevenzione. “L’Italia è un paese che, purtroppo, agisce solo in emergenza. Ma la vera sfida è quella di anticipare queste situazioni con interventi preventivi. Le opere di contenimento, come i frangiflutti, si sono rivelate fondamentali per contenere l’erosione. È un dato di fatto che oggi, senza questi interventi, la situazione sarebbe ancora peggiore.”

Bellassai ha anche commentato l’approccio alle infrastrutture locali, mettendo in evidenza la necessità di una manutenzione continua per evitare tragedie. “Le opere di protezione e di manutenzione devono essere regolari, altrimenti i danni sono inevitabili. Questo ciclo ci ha mostrato quanto è urgente lavorare sulla prevenzione e migliorare la gestione del territorio.”

Guardando al futuro, Bellassai ha annunciato che di concerto con le amministrazioni locali si sta lavorando per produrre tutta la documentazione necessaria in vista della prossima richiesta dello stato di calamità naturale. “Entro breve, ci sarà un decreto che darà il via ai ristori per i comuni colpiti. La priorità sarà quella di fare fronte ai danni più gravi, garantire il supporto alle persone e ricostruire le infrastrutture danneggiate.”

L’appello finale di Bellassai è rivolto alla collaborazione di tutti, a partire dalle istituzioni e dalla cittadinanza. “Quello che conta adesso è lavorare insieme per ricostruire, imparare da quanto accaduto e, soprattutto, fare in modo che eventi simili non abbiano un impatto così devastante in futuro.”

In sintesi, mentre i danni provocati dal ciclone Harry sono gravi e ancora in fase di quantificazione, la macchina della Protezione Civile di Siracusa e la collaborazione con i sindaci e la comunità sono state determinanti nell’evitare che si potesse parlare non solo di danni alle cose, ma anche e soprattutto di perdite umane. Adesso si guarda al futuro con l’obiettivo di rendere la provincia più resiliente a tali eventi. La prevenzione e la gestione tempestiva delle emergenze sono le parole d’ordine per la ricostruzione e la protezione del territorio.


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