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In collaborazione con   CNA Siracusa

CNA, il paradosso siracusano: crescita economica senza benessere sociale

Lo studio di CNA Siracusa fotografa una provincia prima per crescita economica e ultima per benessere diffuso: lavoro fragile, fuga dei giovani e un modello produttivo che non redistribuisce ricchezza.

C’è una parola che più di tutte sintetizza il momento che vive la provincia di Siracusa: paradosso.

A metterlo nero su bianco è il Centro Studi di CNA Siracusa con il report Il Paradosso Siracusano, uno studio che incrocia dati economici, sociali e demografici e restituisce un’immagine potente quanto scomoda: Siracusa cresce tanto in termini di PIL, ma questa ricchezza non si trasforma in benessere per il territorio.

Negli ultimi anni la provincia aretusea ha registrato una delle crescite economiche più alte d’Italia. Eppure, nelle classifiche sulla qualità della vita, scivola nelle retrovie. Un cortocircuito che obbliga a farsi una domanda scomoda: chi beneficia davvero di questa crescita? Il cuore della risposta sta nella struttura produttiva del territorio. Una quota enorme del valore aggiunto provinciale è legata al polo petrolchimico. Un comparto che genera numeri imponenti in termini di PIL, ma non attiva una filiera diffusa di piccole e medie imprese capace di redistribuire reddito e opportunità.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’economia forte nei numeri, ma debole nelle ricadute sociali.

Tra i dati più allarmanti messi in evidenza dallo studio c’è il tasso di NEET: giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Un indicatore utilizzato da ISTAT e Eurostat per misurare il livello di esclusione sociale di un territorio. Siracusa presenta numeri che raccontano un’intera generazione ai margini. Non si tratta solo di disoccupazione giovanile: si tratta di ragazzi che sono completamente fuori dal sistema. E questo, nel medio periodo, è il vero fattore che impoverisce un territorio, molto più di qualsiasi crisi economica.

Perché quando i giovani non trovano spazio, vanno via. E con loro se ne vanno competenze, idee, futuro.

Il report evidenzia anche un mercato del lavoro caratterizzato da forte precarietà, contratti a termine, basse retribuzioni medie e un gender gap ancora molto marcato. Le donne guadagnano meno, lavorano meno e hanno meno opportunità di carriera. Un quadro che spiega perché, nonostante la crescita economica, il potere d’acquisto delle famiglie non migliori in modo proporzionale.

Il messaggio che CNA Siracusa lancia è chiaro: Siracusa cresce, ma non si sviluppa.

Crescita e sviluppo non sono sinonimi. La crescita è un numero. Lo sviluppo è qualità della vita, servizi, opportunità, welfare, capitale umano. Ed è qui che si gioca la partita dei prossimi anni. Secondo CNA, la chiave è cambiare paradigma: spostare l’attenzione su micro e piccole imprese, innovazione diffusa, turismo strutturato, valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, economia green, filiere locali.

Non si tratta di sostituire il grande comparto industriale, ma di affiancarlo con un tessuto economico capace di distribuire ricchezza.


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