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Colpi a Buccheri e Palazzolo. I sindaci Gallo e Caiazzo: “zona montana sotto attacco, servono leggi a tutela”

"Non me la prendo con le forze dell'ordine, i numeri, i mezzi che hanno e le regole che gli vengono imposte, sicuramente non gli consentono di essere alla pari contro vere e proprie bande armate organizzate come un esercito"

A seguito del colpo al bancomat di Buccheri, avvenuto nella notte alle 3,15, il sindaco Alessandro Caiazzo chiede interventi immediati e risolutivi: “Un serio problema di sicurezza sul quale non è più possibile temporeggiare. La zona montana è sotto attacco come non mai ed occorre che tutte le forze in campo intensifichino gli sforzi e si potenzino le forze dell’ordine in campo, prima che sia troppo tardi. Troppi gli eventi predatori perpetrati in questi ultimi mesi. La comunità è sotto shock per quanto accaduto e adesso chiede risposte immediate e risolutive”. A Buccheri, infatti, il bancomat è stato preso di mira con una pala meccanica, utilizzata per sfondare e divellere lo sportello Unicredit.

Assalto ai bancomat nella notte: esplosione a Palazzolo, rubati 90 mila euro. Colpo anche a Buccheri

Intorno alle 3,30

A Palazzolo Acreide il colpo è scattato intorno alle 3:30 del mattino, quando ignoti hanno fatto esplodere con una bomba carta il bancomat del Monte dei Paschi di Siena, situato all’angolo tra via Carlo Alberto e via Bando Superiore. Allibito il sindaco Salvatore Gallo: “La zona montana preda facile e sicura per i malversatori. Sarà che pensano che su in montagna siamo i “babbi” della provincia “babba”, e forse è vero perché i fatti continuano a dimostrarlo. Nessuno interviene per tutelare le aree interne con segnali tangibili per un inversione di tendenza. I ragazzi vanno via, le scuole non riescono a formare le classi, i presidi sanitari sono una chimera, di ospedali non ne dobbiamo nemmeno parlare perché ci prenderebbero per pazzi , le banche in queste condizioni prima o poi chiuderanno i battenti. Stanotte avrebbero potuto fare anche un rastrellamento e tirarci fuori dalle case come fanno i narcos. Prima o poi, svuotate banche e gioiellerie, continuando di questo passo ci arriveremo. Non me la prendo con le forze dell’ordine, i numeri, i mezzi che hanno e le regole che gli vengono imposte, sicuramente non gli consentono di essere alla pari contro vere e proprie bande armate organizzate come un esercito. Ci vogliono le leggi a tutela. Nessuno dei rappresentanti politici di qualsivoglia orientamento ha promosso una legge per la tutela a 360 gradi delle aree interne e delle zone montane, per la sicurezza, la sanita, le scuole, il lavoro e per il loro ripopolamento. Non interessiamo a nessuno oggi che siamo pochi e non interesseremo proprio fra qualche anno quando saremo ancora meno”.


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