La Procura Distrettuale di Catania ha coordinato una complessa indagine, denominata “Ghenos”, culminata nell’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 45 soggetti, tutti indiziati, a vario titolo, di gravi reati contro il patrimonio archeologico. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo con il supporto dell’Arma territoriale e degli Squadroni Eliportati Carabinieri “Cacciatori Sicilia”, ha smantellato associazioni a delinquere radicate nelle aree di Catania e Siracusa, ma con ramificazioni internazionali.
I reati contestati ai 45 indagati includono associazione per delinquere, violazione in materia di ricerche archeologiche, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, impiego di denaro di provenienza illecita, furto, ricettazione e autoriciclaggio di beni culturali, falsificazione in scrittura privata relativa a beni culturali, esportazione illecita di beni culturali, contraffazione di opere d’arte e ricettazione. L’indagine “Ghenos” è stata avviata nel 2021 a seguito della denuncia del Parco Archeologico di Agrigento, riguardante le molteplici attività di scavo clandestino compiute a partire dal giugno 2019 nel sito archeologico di Eraclea Minoa. Le investigazioni hanno permesso di delineare una complessa filiera associativa, tipica della cosiddetta “archeomafia,” composta da più consorterie. I “tombaroli” paternesi e lentinesi, organizzati in diverse squadre, erano specializzati nello scavo clandestino, utilizzando strumenti come metal detector, georadar, “spillone” e “zappetta”. Attraverso il loro monitoraggio, è stato accertato che avevano perpetrato ben 76 scavi clandestini nelle aree archeologiche siciliane e, in due circostanze, anche nel sito calabrese di “Scolacium”.
L’organizzazione si estendeva dalla manovalanza ai ricettatori locali, fino alle figure dominanti dei trafficanti internazionali che vendevano i reperti a case d’aste straniere in Europa. L’inchiesta si è sviluppata a livello internazionale, con attività eseguite, tramite rogatoria, in Germania (Dusseldorf) e nel Regno Unito. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti 5 riscontri investigativi, che hanno portato all’arresto in flagranza di 6 indagati, inclusi 5 soggetti sorpresi durante un’attività di scavo clandestino nel 2022 nel sito di Baucina. Le perquisizioni nell’area catanese hanno inoltre portato alla scoperta di un laboratorio clandestino, definito “una zecca clandestina,” utilizzato per la produzione di falsi manufatti archeologici in ceramica e per la contraffazione di monete e rame allo stato puro, completo di stampi, conii e bilancini. L’indagine “Ghenos” ha portato al sequestro e al recupero di circa 10 mila reperti archeologici. Il valore economico complessivo di questi beni ammonta a 17 milioni di euro.
Tra i sequestri, si distinguono circa 7 mila monete antiche di conio raro, di epoca greca, provenienti dalle zecche della Magna Grecia e della Sicilia (come Heraclea, Reggio, Selinunte, Katane, Siracusa, Panormos e Gela), alcune delle quali in eccellente stato di conservazione e ritenute di elevato interesse storico e scientifico, reperti monetali archeologici in bronzo e in oro, alcuni rari o unici esemplari, centinaia di reperti fittili, tra cui crateri integri a figure nere e rosse, fibule protostoriche, anelli in bronzo, pesi, monete rudimentali (aes), fibbie, punte di freccia e askos buccheroide e circa 60 strumenti idonei alla ricerca di metalli preziosi e agli scavi clandestini, inclusi metal-detectors ad elevata tecnologia.
L’operazione congiunta “Ghenos-Scylletium” ha portato all’applicazione di 56 misure cautelari personali nei confronti di associazioni per delinquere attive nel traffico illecito di reperti archeologici in Sicilia e Calabria. I provvedimenti sono stati coordinati dalla Procura Distrettuale di Catania (per l’indagine “Ghenos”) e dalla Procura DDA di Catanzaro (per l’indagine “Scylletium”).
INDAGINE GHENOS: DESTINATARI DELLE MISURE CAUTELARI
Ordini di Custodia Cautelare in Carcere (9 soggetti)
• ASERO Filippo: nato a Paternò il 10.10.1971, ivi residente.
• BOCCADIFUOCO Vincenzo: nato a Catania il 16.06.1969, ivi residente.
• CAMONITA Salvatore: nato a Paternò il 15.01.1975, ivi residente.
• ESPOSITO Giuseppe: nato a Paternò il 04.01.1956, ivi residente.
• INSOLIA Leandro: nato a Lentini il 30.11.1981, ivi residente.
• NICOTRA Michele Consolato: nato a Paternò il 22.09.1983, residente in Messina.
• PATERNO’ Gianfranco: nato in Germania il 04.04.1971, di fatto domiciliato in Ratingen (Germania).
• PRETIN Simone Adriano: nato a Gela il 31.01.1994, ivi residente.
• SAMBATARO Santo: nato a Roma il 28.03.1981, residente in Misterbianco.
Arresti Domiciliari (14 soggetti)
• BONAVENTURA Salvatore: nato a Catania il 17.11.1961, residente in Firenze.
• DI MAURO Giuseppe: nato a Paternò il 30.01.1950, ivi residente.
• CAVALLARO Salvatore: nato a Paternò il 07.05.1981, ivi residente.
• DI DIO Fortunata: nata a Castel di Iudica il 21.01.1982, residente.
• FARANDA Domenico: nato a Catania il 01.11.1978, residente in Castel di Iudica.
• FARANDA Gaetano: nato a Catania il 31.05.1979, residente in Castel di Iudica.
• LO VERDE Enrico: nato a Catania 08.08.1971, ivi residente.
• MINNELLA Settimo Carmelo: nato a Catania il 16.07.1974, ivi residente.
• POP Sergiu Ionică: nato a Baia Mare (Romania) il 24.2.1993, residente in Lentini.
• STANCANELLI Vito: nato ad Acireale il 10.07.1956, residente in Paternò.
• STRANO Giuseppe: nato a Paternò il 06.02.1965, ivi residente.
• TOMASELLO Pietro: nato a Paternò il 14.05.1954, ivi residente.
• TOMASELLO Salvatore (classe 1957): nato a Catania il 04.01.1957, residente in Belpasso.
Un soggetto non identificato è menzionato come omesso/in esecuzione.
Obbligo di Dimora con Permanenza in Casa (8 soggetti)
• CALVAGNA Filadelfio: nato a Paternò il 21.09.1982, ivi residente.
• CASTRO Giovanni: nato a Paternò il 10.09.1986, ivi residente.
• INSOLIA Massimiliano: nato a Lentini il 06.05.1982, residente in Carlentini.
• NICOTRA Adriano: nato a Paternò il 03.12.1990, ivi residente.
• PALUMBO Salvatore: nato a Paternò il 31.10.1993, ivi residente.
• PEZZINO Giuseppe: nato a Paternò il 01.12.1970, ivi residente.
• RAPISARDA Giuseppe: nato a Paternò il 10.07.1971, residente in Belpasso.
• SALVIA Francesco: nato a Paternò il 03.10.1961, ivi residente.
Obbligo di Dimora Semplice nel Comune di Residenza (9 soggetti)
• BUCETI Giuseppe: nato a Messina il 28.1.1990, ivi residente.
• CHIARA Benedetto: nato a Paternò il 31.05.1939, ivi residente.
• INSINGA Giuseppe Salvatore: nato a Adrano il 24.10.1956, residente in Belpasso.
• LUCCA Massimo: nato a Augusta il 25.06.1961, ivi residente.
• PETRONIO Nicolò: nato ad Adrano il 31.01.1963, ivi residente.
• PORTALE Antonino: nato a Basilea (Svizzera) il 11.01.1966, residente in Giardini Naxos.
• ROTONDO Antonino Francesco: nato a Augusta il 08.01.1951, ivi residente.
• TOMASELLO Salvatore (classe 1967): nato a Paternò il 01.05.1967, ivi residente.
• VIOLA Giuseppe Sebastian: nato a Catania il 05.02.1985, residente in Santa Maria di Licodia.
F. Obbligo di Presentazione alla P.G. (2 soggetti)
• BENFATTO Salvatore Romano: nato a Paternò il 16.08.1988, ivi residente.
• EMANUELE Alfio: nato a Lentini il 17.10.1964, ivi residente.
Sospensione dall’Esercizio di Imprese (1 soggetto)
• BERTOLAMI GIUSEPPE: nato a Roma il 30.03.1959, ivi residente.
L’indagine “Scylletium”, coordinata dalla DDA di Catanzaro, ha portato all’emissione di 11 misure cautelari personali (2 in carcere e 9 agli arresti domiciliari). Le misure sono state eseguite in Provincia di Crotone (9 misure, di cui 2 in carcere per i vertici del gruppo criminale) e nelle Province di Catania e Messina (2 misure agli arresti domiciliari). Il gruppo criminale in Calabria era finalizzato alla commissione di reati archeologici per agevolare la cosca RENA di ‘ndrangheta, attiva in Isola di Capo Rizzuto (KR).
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