Il comitato referendum legge elettorale, nella persona Santino Armaro e Giancarlo Garozzo, del comitato promotore della provincia di Siracusa, informa che raccoglierà le firme nei seguenti giorni e luoghi:
– Sabato 10/09/2011 dalle ore 10 alle ore 13 in Corso Gelone (Jolly hotel), dalle ore 18 alle ore 22 al Tempio di Apollo
– Domenica 11/09/2011 dalle ore 10 alle ore 13 in piazza Santa Lucia, dalle ore 18 alle ore 22 al Tempio di Apollo.
“E’ importante firmare – si legge nella nota del comitato – per fermare le oligarchie dei partiti, al momento gli eletti non hanno più bisogno del consenso popolare ma devono solamente risultare fedeli ai leader dei partiti, inutile spiegare il danno alla democrazia e al libero arbitrio di ogni singolo Parlamentare Nazionale e Senatore”.
Anche Movimento Cittàttive, con la collaborazione del consigliere provinciale Giuseppe Bastante, ha già iniziato la raccolta delle firme necessarie per il referendum abrogativo. “Onorevole mio, ti scelgo io!Cambiamo la legge elettorale di camera e senato.” Questo lo slogan scelto per un Movimento che su base provinciale, in ogni Comune, sta iniziando ad organizzare angoli per la raccolta delle firme. Già questo sabato dalle ore 9 alle ore 13 si potrà firmare durante la fiera settimanale in Piazza caduti di Nassiriya a Floridia, appuntamento, che in seno al paese si ripeterà domenica in Piazza del Popolo nel pomeriggio. Movimento che sarà presente anche mercoledì dalle ore 9 alle ore 13 negli spazi che ospitano la fiera settimanale a Francofonte.
“Questa legge elettorale è antidemocratica. Aiutaci a cambiarla.” È l’appello del consigliere provinciale Giuseppe Bastante, che invita chiunque volesse farsi promotore o volesse partecipare attivamente a presentarsi agli appuntamenti noti o che saranno resi pubblici. “In prima linea per rendersi attivamente responsabili della società e della comunità a cui si appartiene – precisa il Presidente Provinciale di Cittàttive Adriana Bazzano – con un Movimento che lotta per la libertà di scelta. Inconcepibile resta infatti, la non possibilità di preferenza dell’elettore rispetto a chi deve rappresentarlo in Parlamento, scelta accaparrata dai vertici dei partiti politici”.
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