Si è conclusa l’operazione “pesce DOC”, complessa attività di polizia giudiziaria iniziata lo scorso 28 ottobre e condotta in tutta Italia, anche nell’entroterra, dagli uomini e donne della Guardia costiera.
No alle frodi alimentari sul pescato: questo è stato il senso dei controlli mirati essenzialmente a bloccare l’importazione e la commercializzazione di prodotti ittici sprovvisti di documentazione sulla loro provenienza o commercializzati per prodotti tipici del mediterraneo quando di altra origine o come freschi mentre in realtà congelati.
Sotto il coordinamento del Centro Nazionale Controllo Pesca del Comando Generale, i nuclei ispettivi della Guardia Costiera presenti su tutto il territorio, hanno verificato il rispetto delle normative nazionali ed europee in materia di cattura, produzione, commercializzazione e consumo dei prodotti della pesca.
Con l’operazione “pesce DOC” è stata controllata l’intera filiera della pesca: pescherecci, punti di sbarco, grossisti, mercati ittici, punti vendita nei supermercati, pescherie e ristoranti e, per quest’ultima categoria, maggiore attenzione è stata posta verso i ristoranti etnici.
Nei cinque giorni di attività nell’ambito di giurisdizione del Compartimento Marittimo di Siracusa, 62 tra Ufficiali, Sottufficiali e marinai sono stati impegnati nell’operazione, 105 i controlli effettuati.
Particolare attenzione è stata posta verso i siti di commercializzazione con 70 controlli tra mercati ittici, grossisti e supermercati a cui vanno aggiunti 10 ristoranti (anche orientali) e 25 controlli in mare da parte delle unità navali dipendenti.
In totale sono stati 8 i verbali elevati con sanzioni per circa 11.000,00 euro. Inoltre sono state accertate 2 violazioni in materia di frode nell’esercizio del commercio nella fattispecie di prodotto ittico congelato venduto per fresco, prodotto ittico allevato venduto per pescato in mare.
Sono state accertate, altresì, 4 violazioni per mancato rispetto delle norme igienico sanitarie da parte di venditori ambulanti.
I responsabili delle violazioni di frode in commercio e mancanza di requisiti igienico – sanitari idonei sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Sequestrati circa 62 chilogrammi di pescato di cui 32 chilogrammi di prodotto proveniente da frode in commercio e 30 chilogrammi di prodotto in cattivo stato di conservazione o comunque inadatto al consumo umano.
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