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Comune Siracusa: CGA sospende ordinanza TAR Catania su referendum a Cassibile, non si vota più per autonomia

Il consiglio di giustizia amministrativa ha sospeso l’ordinanza del Tar di Catania che consentiva lo svolgimento del referendum consultivo per l’istituzione del nuovo comune di Cassibile – Fontane Bianche. Le argomentazioni del Comune, dunque, sono state accolte dai giudici amministrativi di secondo grado, che adesso invieranno gli atti nuovamente al Tar affinché decida sul merito della questione.

La consultazione referendaria era stata fissata dal sindaco, Roberto Visentin, per il 9 ottobre. Nel frattempo il capo dell’avvocatura comunale, Salvatore Bianca, a cui il sindaco rivolge “un sentito ringraziamento per la pervicacia dimostrata e il successo ottenuto”, aveva presentato ricorso contro l’ordinanza del Tar.

Il sindaco Visentin, evidenzia come “la decisione del Cga sia in linea con i precedenti pronunciamenti degli anni scorsi sui progetti di autonomia comunale delle frazioni siracusane. Ciò significa – ha proseguito il sindaco – che le tesi sostenute dal Comune hanno una loro coerenza e interpretano nella maniera più consona le normativa di riferimento, ciò al di là dell’opportunità in una fase in cui si ragiona di taglio delle province e di riduzione dei comuni”.

Nel chiedere il riconoscimento dell’illegittimità dell’ordinanza del Tar, l’avvocatura comunale aveva sostenuto le seguenti ragioni:

1. Il territorio reclamato dall’istituendo comune di Cassibile era eccessivo rispetto al totale, essendo stato reclamato il 17% del territorio da una popolazione pari al 4% degli abitanti di Siracusa. Fra l’altro la variazione territoriale inglobava la zona turistica di Fontane Bianche, nota come la località balneare dei cittadini siracusani, per cui si ravvisava l’esistenza di un diretto collegamento del territorio che aveva chiesto di scorporarsi con tutti gli abitanti della città di Siracusa.
Secondo l’avvocatura comunale risultava inspiegabile per quali ragioni logico-giuridiche il nuovo comune avrebbe dovuto avere una estensione territoriale oltre quattro volte superiore a quella di Siracusa, in rapporto agli abitanti residenti, posto che la densità abitativa territoriale dell’erigendo comune, dopo lo scorporo, sarebbe stata pari a 1,40 per ettaro, mentre raggiungerebbe la ragguardevole cifra di 5,94 per i siracusani.

2. Il progetto di variazione territoriale non era stato istruito dall’assessorato regionale compente benché il Comune di Siracusa avesse, per iscritto, evidenziato che il costo medio per dipendente riportato nel progetto era di € 30.000,00 annui e non 20.000,00, come riportato nella relazione del comitato, richiedendo espressamente un’approfondita disamina degli assetti dei servizi comunali e delle risorse, dopo le riduzioni territoriali, necessari per riportare ad equilibrio la densità territoriale dell’intera popolazione.


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