L’amministrazione comunale invita i giovani nati nel nostro Paese e figli di genitori stranieri a prendere la cittadinanza italiana. È il progetto “18 anni in Comune”, lanciato dall’Associazione nazionale comuni d’Italia, Save the children e Rete G2-seconde generazioni, al quale ha aderito anche Siracusa. La nostra città è il secondo capoluogo di provincia meridionale, dopo Napoli, ad avere dato il via all’iniziativa.
“18 anni in Comune” è stato presentato stamattina nella sala stampa “Archimede”, con la partecipazione del sindaco, Roberto Visentin, dell’assessore alla Politiche sociali, Giovanni Girmena, e dei consiglieri comunali Salvo Sorbello, componente della commissione Affari sociali dell’Anci, e Carmen Castelluccio, che hanno proposto la partecipazione del Comune al progetto. Il sindaco Visentin e l’assessore Girmena invieranno una lettera a tutti i figli di stranieri che fino al diciottesimo sono vissuti ininterrottamente in Italia e spiegheranno loro i vantaggi di diventare cittadini italiani e l’iter previsto.
“Diamo una nuova opportunità – ha detto il sindaco Visentin – agli immigrati di seconda generazione, perché vivere nel nostro Paese con un passaporto italiano comporta l’acquisizione di diritti utili alla costruzione di un futuro. Per altro, hanno la possibilità di seguire un percorso molto più agevole rispetto a quello di chi decide di diventare cittadino italiano dopo il compimento del diciottesimo anno di età”.
“Vogliamo costruire un Paese moderno – ha spiegato l’assessore Girmena – sicuro, accogliente e libero da paure. Com’è stato per i nostri padri, vogliamo che l’identità italiana non si disperda, ma si rafforzi e si arricchisca nell’incontro con chi proviene da altre culture, un incontro che deve avvenire nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione”.
Per Salvo Sorbello, “integrazione significa vivere le nostre leggi, la nostra lingua e il nostro sistema di convivenza civile. Ma l’integrazione deve essere un percorso di consapevolezza, ed allora e bene che si sappia che le istituzioni aprono le loro porte e sono pronte all’accoglienza e che la richiesta di cittadinanza venga proprio da questi concittadini”.
“L’acquisizione della cittadinanza – secondo Carmen Castelluccio – è importante perché rende queste persone italiane di diritto e non solo di fatto. Va rimarcato che maggioranza e opposizione si trovano sul alcuni valori fondamentali di civiltà e condividono un’idea di reale integrazione”.
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