Con una nota sul Piano Paesistico è intervenuto il capogruppo del PD al Consiglio comunale di Siracusa Giancarlo Garozzo:
“Finalmente anche nella provincia di Siracusa è arrivato il Piano Paesistico della regione, arriva con parecchio ritardo, e nonostante il piano è imposto da una Legge nazionale, si è dovuto aspettare un nuovo equilibrio regionale, per l’importante adempimento di Legge. Ricordo, piano che tende a salvaguardare l’ambiente e l’impronta del nostro territorio.
Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un dibattito che ha del surreale, infatti l’atteso piano è stato demonizzato da più parti, additato come la causa di tutti i mali, che distruggerà l’economia Siracusana. Nulla di più falso, è sotto gli occhi di tutti i cittadini che l’economia siracusana è già da tempo compromessa con chiare responsabilità politiche, in quanto la coalizione che ha amministrato negli ultimi 11 anni ha clamorosamente fallito.
E a chi parla di un blocco dell’edilizia voglio anche ricordare, che a Siracusa, grazie a un piano regolatore scellerato partorito nel 2004, si è costruito in maniera scomposta senza aver alcun rispetto, né del territorio né dell’ambiente, con una quantità di abitazioni molto superiore rispetto a quelle che sono le richieste di mercato, e con il catastrofico risultato che chi ha comprato casa negli ultimi 5 anni al posto di vedere crescere il valore del proprio immobile “come da sempre accadeva” assiste invece ad un deprezzamento del bene, con vecchie zone del siracusano che sono destinate a diventare quasi disabitate. Considerato tutto ciò ben venga un freno, da parte della regione, freno già avviato dal Consiglio Comunale il 21/12 con gli atti di indirizzo sul PRG, e voglio ricordare al Sindaco, soggetto chiamato a concertare le criticità del Piano con la regione, che in quella occasione, il Consiglio Comunale ha anche formulato una osservazione al piano di cui l’amministrazione dovrà necessariamente tenere conto.
Risulta evidente che lo strumento, è sicuramente migliorabile come tutti i piani, ma bisogna stare attenti a che tipo di sviluppo della città si ha in mente, sicuramente quello più opportuno che non bloccherebbe né l’edilizia e che non farebbe perdere posti di lavoro e quello della riqualificazione dell’esistente, puntando a una salvaguardia di quello che rimane dell’ambiente siracusano, con un turismo/sviluppo sostenibile”.
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