La Giunta comunale di Siracusa ha trasmesso ieri per l’esame del Consiglio comunale la proposta di delibera che individua prescrizioni, esclusioni e limitazioni all’applicabilità sul territorio comunale del “Piano Casa” approvato dalla Regione lo scorso 23 marzo.
“Il piano d’intervento urbanistico – dichiara il sindaco, Roberto Visentin – mira alla pianificazione e al riordino del territorio nelle sue linee generali, recependo la nostra strategia mirante a coniugare rigore e sviluppo, seppure nell’ambito di una legge che sulla scia di quella voluta dal Governo centrale punta a sostenere la messa in sicurezza e la riduzione del rischio sismico e idrogeologico nonchè la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Abbiamo ritenuto doveroso escludere o limitare l’applicazione della legge in tutti quei casi e in quelle aree dove l’utilizzo della norma comporterebbe effetti negativi sul territorio e la perdita o l’alterazione di quei tessuti urbani e di quei singoli edifici che posseggono una valenza storica o culturale”.
Per diventare operative le prescrizione del “Piano casa” nel territorio comunale devono essere approvate dal Consiglio Comunale. “Un sistema – aggiunge l’assessore all’Urbanistica, Francesco Tabacco – che vuole rilanciare l’economia attraverso l’edilizia ma salvaguardando al contempo la qualità architettonica e l’efficienza energetica grazie all’incentivazione nell’utilizzo delle fonti di energetiche rinnovabili, coerentemente con le caratteristiche storiche ed architettoniche, paesaggistiche ed ambientali del nostro territorio”.
L’Ente comunale ha ricordato infine che la legge regionale sul Piano Casa, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, consente per gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009, l’ampliamento nei limiti del 20% del volume esistente degli edifici esistenti, con tipologia unifamiliare o bifamiliare ad uso residenziale o uffici e comunque di volumetria non superiore a 1.000 metri cubi; la demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali ultimati entro la stessa data, con un aumento fino al 25% del volume, qualora si utilizzino tecniche costruttive di bioedilizia o incrementato del 10%, per un aumento complessivo fino al 35%, qualora siano adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili che consentano l’autonomia energetica degli edifici.
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