“La dichiarazione sulle modiche al piano regolatore generale che Michele Mangiafico ha affidato alle pagine di Facebook (ma che è finita sui giornali perché non poteva essere diversamente) mi ha lasciato stupito. Trovo, infatti, che essa sia poco adeguata al profilo di rigore istituzionale con il quale sta ben interpretando la sua carica di presidente del consiglio provinciale”. Lo ha detto l’assessore al Bilancio, Roberto Di Mauro, rispondendo ad un intervento di Michele Mangiafico sul dibattito tenuto dal consiglio comunale sul Prg.
“Egli ricorda – prosegue Di Mauro – che non ha votato il Prg e ciò, certamente, lo autorizza a muovere delle critiche; ma io che ho sostenuto quel provvedimento, nell’ormai lontano 2004, intendo rivendicare quel voto che consentì di dotare la città di uno strumento urbanistico dopo decenni di scempi. Danni passati sotto gli occhi disattenti di quanti già allora avevano ruoli di responsabilità e che oggi, improvvisamente, sono diventati paladini della difesa del territorio”.
“Qui non c’è nessun gioco del cerino – afferma ancora l’assessore Di Mauro – e non accetto di essere considerato un cementificatore per avere dato il mio consenso ad un atto di portata storica. Ciò, però, non mi impedisce di ritenere possibile una modifica del Prg. Proprio per questo motivo trovo che il documento approvato giorno 6 dal consiglio comunale sia ineccepibile e rispettoso dell’atto di indirizzo varato dalla commissione Urbanistica, che non era fatto per essere votato dall’assise cittadina ma per essere sottoposto a valutazioni tecniche e giuridiche. Questo sta facendo il “tavolo” che si è insediato ieri, e credo che l’impegno del presidente della commissione Urbanistica ed attento mediatore, Salvo Sorbello, sia una garanzia anche per l’opposizione”.
“Il presidente Mangiafico – conclude l’assessore Di Mauro – dice di avere scritto quel testo di getto poco dopo la mezzanotte mentre era ancora in corso la seduta sul Prg. Sono sicuro che se si fosse fermato a riflettere avrebbe condiviso queste considerazioni. Egli sa bene, proprio per il ruolo che ricopre, che i percorsi istituzionali hanno modalità e tempi diversi da quelli politici. Comprendo la premura dell’opposizione di portare a casa il risultato di un voto favorevole alla sua linea, ma ciò avrebbe aperto una strada la cui fine sarebbe stata difficile vedere, mentre una modifica del piano regolatore ha un iter che non può accettare scorciatoie. Non sono solo io a dirlo. Della stessa opinione sono gli uffici comunali e, soprattutto, il professor Bruno Gabrielli, progettista del Piano, che per storia personale ed autorevolezza non può certo essere iscritto al club dei cementificatori”.
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