“Parlare di squilibrio di 23 milioni di euro nel bilancio consuntivo 2009 è improprio e non rispecchia la realtà di una situazione contabile che ci ha consentito, come sempre, di rispettare il patto di stabilità”.
Lo ha detto l’assessore al Bilancio, Roberto Di Mauro, replicando alle dichiarazioni rese dal consigliere comunale Giancarlo Garozzo (leggi qui).
“Il Comune – ha aggiunto l’assessore Di Mauro – non ha una situazione di entrate inferiori alle uscita, come si vuole lasciare intendere, e quindi è improprio parlare di squilibrio. Dei 23 milioni, infatti, 14 sono rappresentatati da mutui che, come ogni padre di famiglia sa, vengono accesi in ragione delle disponibilità finanziarie; e il Comune ha sempre rispettato gli impegni. La metà dei mutui, inoltre, sono anticipazioni di tesoreria, cioè soldi del Comune ma dei quali l’ente non ha l’immediata disponibilità e ciò, soprattutto, per i ritardi nei trasferimenti dallo Stato e dalla Regione. Il resto dei mutui – ha detto ancora l’assessore Di Mauro – sono stati accesi per investimenti a favore della città, come i 4 milioni per il Teatro comunale, gli oltre due milioni per gli impianti sportivi (un milione 800 mila euro dei quali per lo stadio), i 600 mila euro per manutenzioni stradali”.
L’assessore al Bilancio ha chiarito anche rispetto agli altri rilievi sollevati dal consigliere Garozzo.
“La fatture della Soges, che sarebbero il resto del presunto squilibrio – ha detto Di Mauro – sono sostanzialmente una partita di giro di somme che saranno recuperate prevalentemente attraverso l’Ato idrico e in parte attraverso la Sai 8, mentre l’avanzo di amministrazione utilizzato è in linea con quello riportato nel consuntivo del 2008 e approvato dal consiglio comunale. Quanto al mancato recupero dell’evasione fiscale e tributaria – ha concluso l’assessore Di Mauro – c’è da dire che gli enti locali sono condizionati dalle norme in vigore. Per legge, l’accertamento delle entrate va fatto sulle competenze e non sulla cassa e i tempi recupero dell’evasione si aggirano attorno a 3-4 anni, ciò a garanzie del contribuente che deve avere tutte la condizioni per fare valere le sue ragioni davanti ai giudici. Una discrepanza tra le somme iscritte a bilancio e quelle realmente riscosse, a questo punto, è normale”.
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