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Conclusa la due giorni organizzata dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa. Conciliazione e Formazione i temi chiave

Si è conclusa la due giorni organizzata dall’Ordine degli avvocati di Siracusa, dal Consiglio Nazionale Forense, dall’Unione degli Ordini Forensi di Sicilia e dalla Cassa Nazionale di Previdenza forense, che ha riservato spunti importanti su Conciliazione e nuovi aspetti della deontologia forense. E un appendice locale, con avvicendamento alla presidenza del consiglio dell’Ordine: da Glauco Reale a Sebastiano Grimaldi. Critiche al Legislatore in vista dell’istituzione degli organismi di conciliazione, previsti dal decreto 28/2010, ma anche linee guida concrete per guidare il cambiamento.

Rivendicato il ruolo fondamentale dell’avvocatura nell’istituto della Conciliazione: “Sulla Conciliazione non ho dubbi: sono gli ordini che devono istituire gli organismi”, ha detto Guido Alpa, presidente del Consiglio Nazionale Forense. Il Cnf darà supporto agli ordini nella costituzione degli organismi. “Non ci facciamo illusioni però – ha proseguito Alpa – dobbiamo dotarci di tecniche di accesso altrimenti lo faranno altri”.

Lavorare, dunque, per la formazione dei conciliatori e poi sull’istituzione degli organismi: “Riteniamo – aveva detto Glauco Reale nell’introduzione – di essere gli unici a poter realizzare lo scopo della deflazione dei giudizi. Si tratta di sfidare la volontà del legislatore di erodere la funzione dell’avvocato nel processo. Con questa legge il rischio è che enti che nulla hanno a che fare con la giustizia dirottino la conciliazione sui propri organismi. Non ci sarebbe giustizia davanti a parti interessate”.

Sui nuovi aspetti della deontologia forense, discussi il secondo giorno del convegno, Guido Alpa ha detto: “Allo stato in cui si trova l’iter parlamentare, il testo unico presentato è inalterato. Proprio in Sicilia è nata l’unità delle varie componenti dell’avvocatura che hanno portato a un testo altamente qualificante. Tra le novità più importanti: l’accesso più selettivo alla professione. Tra correzioni da apportare: una valutazione miope del Legislatore vorrebbe ridurre il potere del Consiglio Nazionale Forense in tema di regolamentazione. Poi: rafforzare la formazione continua, l’adeguamento costante e le specializzazioni. Un punto importante è la tipizzazione degli illeciti disciplinari: i principi di decoro della professione rimarranno inalterati. Qualunque sia l’atteggiamento del garante della concorrenza e del mercato, l’avvocatura si fonda su valori indefettibili”.


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