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Confermata l’interdittiva antimafia per 4 aziende agricole siracusane

Il Cga ha ritenuto legittima e condivisibile la deduzione logica che, a febbraio 2021, aveva portato il prefetto di Siracusa Giusi Scaduto ad adottare 4 interdittive antimafia nei confronti di altrettanti componenti del gruppo familiare coinvolto nell’operazione “Terre Emerse”

La sede del Cga

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha ritenuto legittima e condivisibile la deduzione logica che, a febbraio 2021, aveva portato il prefetto di Siracusa Giusi Scaduto ad adottare quattro interdittive antimafia nei confronti di altrettanti componenti del gruppo familiare coinvolto nell’operazione “Terre Emerse”, tutti percettori di contributi pubblici per attività agricola e zootecnica.

Con il rigetto delle istanze di riforma delle Ordinanze del Tar di Catania – che non aveva accolto le richieste di sospensione degli effetti dei provvedimenti – il giudice dell’appello, nelle udienze dell’8 settembre, ha posto l’accento sul grave fenomeno di una organizzazione criminale complessa ed articolata – operante anche e soprattutto mediante i singoli componenti di gruppi familiari, sistematicamente “utilizzati” per realizzare interposizioni fittizie nei diritti di proprietà – la cui attività appare diretta alla illecita acquisizione di terreni (mediante atti estorsivi e/o fraudolenti) al fine di ottenere, parimenti illecitamente, contributi.

Una decisione importante che va a corroborare l’impegno della Prefettura e delle Forze di polizia nell’azione di prevenzione delle infiltrazioni mafiose nell’economia legale che, in piena sinergia con l’Autorità giudiziaria, è volta ad impedire ad aziende permeabili alla criminalità organizzata mafiosa di dirottare in favore di questa le risorse finanziarie destinate ad un settore nevralgico, quale quello agro-alimentare; oltre che di continuare ad acquisire fraudolentemente il “possesso” di terreni, persino demaniali, per il conseguimento di altre utilità derivanti dalla spinta verso la green economy.

La Prefettura evidenzia infatti che uno stralcio del procedimento penale in corso – che vede il Comune di Carlentini parte civile – si é recentemente concluso con la condanna in primo grado del notaio Giambattista Coltraro, coinvolto per i reati di cui agli artt. 478 e 479 c.p. e conseguente cancellazione dai pubblici registri immobiliari di alcuni contratti stipulati da appartenenti al gruppo familiare di che trattasi (sentenza n. 3107/16 RGNR n. 1328/17 RGTRIB del 29.1.2021 del Tribunale di Siracusa); grazie alle informazioni interdittive antimafia, adottate dalla Prefettura aretusea, l’Agea ha già avviato le procedure per la revoca dei contributi e la restituzione delle somme illecitamente percepite.


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