“Comunicato stampa”. È con questo oggetto che, alle 16.01, nelle caselle di posta delle redazioni è arrivata una singolare email firmata “Consigliere.Siracusa”. Una comunicazione insolita sotto diversi punti di vista, che lascia più di un interrogativo. Ma di certo al Vermexio esiste una “manina”.
Al di là del contenuto, a colpire è anzitutto la forma. Un comunicato stampa, per definizione, viene diffuso da un ufficio stampa che rappresenta un ente, un’associazione, un partito o un soggetto chiaramente identificabile. In questo caso, invece, il mittente è anonimo e privo di qualsiasi riferimento istituzionale o politico, circostanza che rende impossibile attribuirne ufficialmente la paternità.
Il bersaglio della nota è il consigliere comunale Luigi Cavarra, esponente di Grande Sicilia e presidente della Prima commissione consiliare (Lavori pubblici, Patrimonio), protagonista negli ultimi giorni di un’azione politica relativa al Mercatino Arte e Tradizione di Ortigia, allestito al Belvedere di Largo Aretusa fino al prossimo settembre.
Una settimana fa Cavarra aveva presentato un’interrogazione con contestuale richiesta di accesso agli atti chiedendo all’amministrazione di chiarire l’iter autorizzativo seguito per la concessione del suolo pubblico: dai pareri acquisiti alle verifiche sulla sicurezza, fino alle valutazioni che hanno portato a concedere l’occupazione dell’area per oltre due mesi. Proprio su questo tema, nella mattinata di oggi, il presidente della Prima commissione aveva convocato una seduta per ascoltare il dirigente competente e l’assessore alle Attività produttive, Mobilità e Trasporti.
Una riunione che, secondo quanto emerso, avrebbe però registrato forti perplessità da parte di consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione. Il nodo riguarda le competenze: diversi componenti avrebbero ritenuto che la materia dovesse essere affrontata congiuntamente alla Terza commissione, competente in materia di commercio, fiere e mercati, piuttosto che dalla sola Prima commissione. Alla luce delle obiezioni sollevate, Cavarra avrebbe quindi ritirato il punto all’ordine del giorno.
La discussione si sarebbe poi spostata su un altro aspetto: quello del gettone di presenza. Alcuni consiglieri, infatti, avrebbero rinunciato al compenso previsto per la partecipazione alla seduta, ritenendo che una convocazione su una materia ritenuta non di competenza potesse esporre a possibili contestazioni sotto il profilo contabile.
È proprio su questi elementi che si concentra la mail anonima, nella quale si parla anche di un presunto utilizzo “personale” e “politico” della commissione da parte del suo presidente, arrivando a definire quella odierna “una giornata particolarmente buia” per la Prima commissione consiliare.
Al di là delle accuse, tuttavia, la vicenda sembra raccontare soprattutto altro: le tensioni che attraversano la maggioranza di Palazzo Vermexio. Il fatto che l’iniziativa riguardi un consigliere di Grande Sicilia, partito che rappresenta uno dei principali pilastri della coalizione che sostiene il sindaco Francesco Italia, lascia infatti intravedere un clima politico tutt’altro che disteso.
Paradossalmente, il tentativo di mettere in difficoltà Cavarra rischia di produrre l’effetto opposto, mettendo in secondo piano quello che potrebbe essere un “autogol” politico del presidente della 1° commissione alla luce della “non” seduta di oggi, ma rendendo ancora più evidente l’esistenza di frizioni interne che negli ultimi giorni appaiono sempre meno nascoste.
Perché, al di là del caso del mercatino di Largo Aretusa, ciò che emerge è un metodo di confronto politico che sembra consumarsi più attraverso comunicati anonimi e retroscena che nelle sedi istituzionali.
E forse è proprio questo l’aspetto più significativo della vicenda: non tanto la convocazione di una commissione o la discussione sulle competenze, quanto il ricorso a strumenti anonimi per regolare conti tutti interni alla maggioranza. Un copione che rischia di alimentare ulteriormente la distanza tra cittadini e politica, trasformando le dinamiche di Palazzo Vermexio in una sequenza di schermaglie difficilmente comprensibili all’esterno.
