Tutti approvati i punti messi in discussione nella seduta di Consiglio Comunale di ieri. Con tre votazioni a larghissima maggioranza, è stato dato il via libero alla variante del piano della rete fognaria (Parf), alla modifica dell’articolo 1 dello statuto del Consorzio universitario “Archimede” e alla richiesta di riconoscimento di Siracusa come città ad economia prevalentemente turistica e città d’arte.
La variante al Parf è stata votata con un emendamento presentato da tre commissioni consiliari, con la quale l’amministrazione si impegna a presentare entro 120 giorni una soluzione tecnica per eliminare lo scarico fognario attualmente esistente a Targia e per rendere pienamente utilizzabile dalle industrie gli scarichi trattati dal depuratore comunale.
Alla seduta hanno partecipato il sindaco, Roberto Visentin, e gli assessori Francesco Sgarlata, Mauro Basile, Rosario Fortuna, Ferdinando Messina, Sandro Speranza ed Alfredo Boscarino. Inoltre c’erano i dirigenti Enzo Miccoli ed Emanuele Fortunato e il funzionario Giuseppe Prestifilippo che hanno relazionato sui temi all’ordine del giorno.
La seduta in apertura è stata animata da una breve protesta dei precari del Comune che per pochi minuti hanno esposto dei cartelli in aula. La manifestazione ha dato lo spunto al consigliere Domenico Richiusa per chiedere un dibattito urgente in aula sui precari e sulle agenzie, proposta fatta propria dal presidente, Edy Bandiera, che ha dato assicurazioni in questo senso.
Prima di passare all’ordine del giorno, Giancarlo Garozzo ha segnalato la presenza in piazza Duomo, nonostante il divieto, di alcune auto parcheggiate appartenenti ai corpi dei vigili urbani di altri comuni della provincia presenti al salone Borsellino per un convegno. Il sindaco Visentin è intervenuto per garantire che episodi del genere non si ripeteranno in futuro.
Sulla variante al Parf ha relazionato Emanuele Fortunato. Si tratta di un’atto, ha detto, che consentirà di ottenere dalla Regione l’autorizzazione per continuare a scaricare in mare (oggi finiscono nel Porto grande) le acque trattate dal depuratore comunale. La modifica consentirà di conferire l’acqua al Consorzio Paludi Lisimelie, per uso irriguo, e all’Ias per lo sversamento ad un chilometro dalla costa di Magnisi.
Il dibattito è stato aperto da Ettore Di Giovanni e da Nino Zito che hanno chiesto garanzie sulla destinazione ultima delle acque trattate. In particolare Di Giovanni si è soffermato sulla necessità di dare il liquido alle industrie, così da evitare l’emungimento delle falde; Zito ha sollevato dubbi sulla reale utilizzabilità dell’acqua del depuratore, per l’elevata salinità, da parte del consorzio Lisimelie e delle industrie, e poi ha evidenziato lo sversamento di liquami fognari nel mare di Targia.
I chiarimenti sono stati subito forniti dal sindaco Visentin. “Le acque depurate – ha detto – oggi finiscono nel Porto grande, che è un bacino chiuso, creando problemi ambientali. Con questa variante il 30 per cento andrà al consorzio Lisimelie e il 70 alle industrie. Queste ultime, però, allo stato ne useranno una parte perché il pieno utilizzo è condizionato alla realizzazione di un impianto di trattamento per ridurne la salinità. Intanto finiranno in mare aperto così di abbattere notevolmente le conseguenza sull’ambiente. Quanto allo scarico di Targia, sarà presto risolto con la realizzazione di una breve conduttura per portate i liquami al depuratore dell’Ias”.
Salvatore Cavarra è intervenuto per insistere sulla necessità di eliminare subito lo scarico di Targia. Salvo Sorbello ha illustrato l’emendamento sottolineando che la variante al Parf viene votata con riserva perché è necessario apportare le modifiche richieste. Corrado Grasso ha sostenuto l’emendamento aggiungendo, però, che la variante si risolverà in un vantaggio per l’ambiente. Antonio Moscuzza ha chiarito che le acque depurate vengono sottoposte ad analisi dopo il trattamento.
Alla fine il consiglio ha approvato all’unanimità sia l’emendamento che la variante. Soddisfatto per il voto e per la qualità del dibattito si è detto il presidente Bandiera.
La modifica dello statuto del consorzio Archimede è stata approvata senza dibattito con tre astensioni. Essa consentirà al Comune di restare nel consorzio nonostante le limitazioni imposte dalla nuova normativa.
Il dibattito si è riacceso sulla richiesta di riconoscimento di Siracusa come città ad economia prevalentemente turistica e città d’arte. In molti hanno sottolineato che l’economia di Siracusa non è “prevalentemente turistica”, ma mentre Garozzo, Alfredo Foti, Franco Greco, Corrado Grasso e Alberto Palestro hanno annunciato il voto favorevole, Di Giovanni e Riccardo De Benedictis si sono espressi per il no.
Diversa la posizione di Paolo Romano e Giuseppe Casella che, pur votando sì, hanno criticato la non citazione nella delibera dei siti di valore storico presenti a Cassibile. Ha risposto l’assessore Fortuna, dicendo che l’elenco dei siti era stato fornito dalla soprintendenza ai Beni culturali.
Diversa è stata la critica di Sorbello e Zito, rivolta soprattutto al comune di Melilli che, pur non essendo una città turistica, consente ai centri commerciali di contrada Spalla di aprire nei giorni di domenica a danno del commercio di Siracusa.
Il provvedimento è passato con tre voti contrari.
Durate i lavori, Marco Mastriani ha parlato dei nuovi provvedimenti sull’università, affermando che la legge Mussi, pur condivisibile, mette a rischio le lauree di secondo livello a Siracusa. Sul punto ha chiesto all’amministrazione comunale l’apertura di un tavolo di concertazione con Provincia e rettore dell’università di Catania.
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