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Consiglio comunale sciolto a Priolo, Gennuso (FI): “Perdono i cittadini”, Grande Sicilia: “Uccisa la democrazia”

Le prime reazioni dopo il clamoroso epilogo di ieri

“A Priolo ha perso la politica, hanno perso i cittadini. La bocciatura del bilancio porterà allo scioglimento del consiglio comunale, fatto gravissimo e inaccettabile, voluto consapevolmente da una parte politica per limitare la democrazia, bloccare il confronto istituzionale. Esprimo profonda disapprovazione per quanto accaduto, poiché il consiglio è lo strumento di cui si dota una comunità per scegliere i proprio rappresentati istituzionali. C’è, invece, chi lo considera mero intralcio al raggiungimento di obiettivi che, a questo punto, non sono collettivi. Assieme a Patrizia Arangio, e agli altri consiglieri uscenti, continueremo a portare avanti le nostre battaglie politiche anche fuori dalle aule e dai palazzi, vigilando quotidianamente sull’operato di chi si assume la responsabilità di governare da solo”. Così in una nota il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso commentando l’esito del Consiglio comunale di Priolo di ieri.

“Quanto accaduto nelle ultime ore in Consiglio comunale a Priolo è un fatto politico gravissimo che segna una ferita profonda alla democrazia della città”. Lo dichiara il gruppo di Grande Sicilia Priolo, intervenendo dopo la bocciatura del bilancio e il conseguente scioglimento del Consiglio comunale. “L’atto compiuto dai consiglieri di maggioranza insieme al sindaco Pippo Gianni cancella il confronto istituzionale e priva i cittadini della loro rappresentanza. È una scelta organizzata e strutturata che va in direzione opposta rispetto ai principi di trasparenza e partecipazione democratica”. Il gruppo punta il dito anche contro Alessandro Biamonte. “Biamonte è stato votato sindaco da quei consiglieri che oggi, bocciando il bilancio, manda a casa. È un paradosso politico evidente: elimina proprio quella rappresentanza che, per effetto del voto a sindaco, lo ha trascinato in Consiglio comunale come secondo classificato. Non eletto da una lista, ma in virtù del risultato ottenuto come candidato sindaco. Oggi lo stesso Biamonte cancella la base politica che lo ha portato nelle istituzioni – sottolineano – Con il bilancio non approvato e lo scioglimento del Consiglio, Priolo rischia di essere amministrata senza confronto, senza controllo democratico e senza la piena rappresentanza di maggioranza e opposizione. A pagarne il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i cittadini”. Insieme ai consiglieri Giarratana, Valenti, Mannisi, Scuotto, Pinnisi, Campione, Arangio (Forza Italia) e Musumeci (Siamo Priolo), il gruppo di Grande Sicilia Priolo conclude: “Questo non è un punto di arrivo. È il primo round di un percorso lungo e determinato per riportare democrazia, confronto e rappresentanza a Priolo. La democrazia si difende ogni giorno, con coraggio e coerenza”.

“La democrazia sospesa. I Sindaci come despoti che a colpi di minoranza ottengono lo scioglimento dei consigli comunali per avere mani libere nel governo delle città. È successo di nuovo. A Priolo come a Francofonte appena qualche mese fa. Quando un Sindaco perde la maggioranza in consiglio comunale adotta la strategia della bocciatura del bilancio per liberarsi dell’opposizione e continuare ad amministrare in splendida solitudine, fino alla fine del mandato. Anche per Priolo il presidente della Regione Renato Schifani dovrà ora, con un proprio decreto, provvedere allo scioglimento del Consiglio comunale e alla nomina di un commissario che ne svolgerà le funzioni. Rimarrà invece in carica fino alla scadenza del mandato, nel 2028, il sindaco Gianni con la sua amministrazione. La pratica della bocciatura del bilancio per ottenere lo scioglimento del consiglio comunale e liberarsi cosi dell’opposizione rappresenta un’arma micidiale nelle mani dei sindaci, strumento efficace per esercitare pieni poteri, sospendere la democrazia e vietare un corretto svolgimento del dibattito politico nelle nostre istituzioni locali. I sindaci non sono più primi cittadini, ma cittadini con pieni poteri che, quando vogliono, mettono a tacere le opposizioni per potere governare indisturbati. È del tutto evidente che così non si può andare avanti. Occorre mettere mano alle norme vigenti per eliminare queste storture e consentire all’opposizione politica di svolgere la funzione di controllo e pungolo delle amministrazioni comunali. Se un Sindaco non gode più del sostengo della maggioranza che lo ha eletto deve rassegnare le dimissioni. Se il governo Meloni non dovesse approvare la legge finanziaria, il governo non esisterebbe più e lei si dimetterebbe da presidente del consiglio. Non si capisce perché per i sindaci debba avvenire l’esatto contrario: bocci il bilancio, il Sindaco resta in carico, il consiglio comunale va a casa”, così invece una nota della Federazione di Siracusa di Avs Sinistra Italiana.

Dura la nota anche dei consiglieri comunali di opposizione Diego Giarratana, Giusy Valenti, Emanuele Pinnisi, Manuela Mannisi, Generosa Scuotto, Luca Campione per “Grande Sicilia”, Patrizia Arangio per “Forza Italia”, Mariangela Musumeci per “Siamo Priolo”: “Durante la seduta del Consiglio Comunale di Priolo dello scorso 23 febbraio, si è consumato un passaggio politico gravissimo: i Consiglieri comunali di maggioranza: Biamonte, Margagliotti, Limeri, Aliffi, Cavarra, Blanco, Pulvirenti e La Posata hanno deliberato la bocciatura del bilancio di previsione di finanziario. Non si è trattato di un incidente di percorso né di una divergenza tecnica, ma di un chiaro atto politico consapevole, che avrà un effetto preciso: lo scioglimento del Consiglio Comunale, del quale tutti i consiglieri comunali erano consapevoli in quanto avvertiti delle conseguenze dal Commissario ad acta insediatosi nelle settimane precedenti.

Negli scorsi mesi il sindaco e i suoi consiglieri di maggioranza hanno costantemente attribuito alle
opposizioni ogni responsabilità per giustificare la loro azione amministrativa inadeguata, accusandole di
bloccare l’azione amministrativa per poi individuare come soluzione l’avvio dell’iter che porterà allo
scioglimento dell’organo di controllo, scegliendo la fine di ogni confronto democratico e scrivendo la pagina più brutta della storia politica priolese. Questa scelta consapevole avrà l’effetto sostitutivo del Consiglio Comunale, eletto democraticamente dai cittadini, con un Commissario, che esercitando le funzioni pubbliche non può certamente garantire il confronto politico in aula, fatto di istanze e di bilanciamenti necessari per la rappresentatività di tutti i Priolesi.

La storia politica del sindaco di Priolo parla chiaramente: bocciare il Bilancio è un altro tassello da
aggiungere alle occasioni nelle quali si è preferito sottrarsi al confronto politico e democratico, anteporre logiche parziali all’interesse collettivo.

L’iter per lo scioglimento del Consiglio viene avviato a seguito di un voto preciso, consapevole e politicamente orientato. Non è una fatalità. È una scelta. Ma una cosa sia altrettanto chiara: la nostra azione non si ferma. Se qualcuno pensa che eliminare il Consiglio comunale significhi eliminare il controllo, si sbaglia profondamente. Continueremo a vigilare, a informare i cittadini, a esercitare ogni forma di controllo politico e istituzionale consentita dalla legge, anche al di fuori dell’aula consiliare. Non arretreremo di un passo. La comunità merita rispetto. E noi continueremo a difenderlo, dentro e fuori le istituzioni”.


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