Equilibri di bilancio, visita della Commissione parlamentare antimafia e piano annuale delle antenne radiobase (i ripetitori per i telefoni cellulari e delle emettenti radiotelevisive) sono i provvedimenti che hanno avuto, ieri sera, il via libera dal consiglio comunale.
A impegnare maggiormente l’assise è stata la discussione sulla proposta di Paolo Romano di chiedere l’intervento a Siracusa dell’Antimafia, sostenuta con la necessità di fare chiarezza dopo alcuni allarmanti articoli di stampa. Romano ha fatto riferimento alle interviste rilasciate dal procuratore capo sulla recrudescenza della presenza criminale in città, con infiltrazioni nella pubblica amministrazione. La presenza della Commissione, ha aggiunto, è un segno di vicinanza dello Stato alla città e alla classe dirigente che la governa.
Contrario alla richiesta di Romano è stato il primo intervento, pronunciato da Giancarlo Lo Manto, per il quale non ci sono i termini per un intervento della Commissione. Non bastano gli articoli di stampa, ha detto il consigliere, che poi ha evidenziato come tra le competenze dell’organo parlamentare c’è anche la proposta di scioglimenti dei consigli comunali. Cosa inaccettabile per Lo Manto, per il quale nell’assise non ci sono infiltrazioni mafiose. Successivamente, nel corso di un secondo intervento, Lo Manto ha parlato di richiesta avanzata con fini politici, visto che la Commissione ha tra le sue prerogative quella di poter indagare dove vuole senza impulsi esterni.
Di segno opposto le parole di Giancarlo Garozzo, per il quale il problema non è rappresentato da presunte infiltrazioni nel Consiglio ma ciò che accade in città. Se il procuratore capo ha parlato di “macchina del fango contro la Procura” per articoli pubblicati su un settimanale, allora è il caso di fare chiarezza. Per Alberto Palestro non ha senso l’intervento dell’Antimafia per il semplice motivo che la Procura ha dimostrato di sapere scovare il marcio presente nelle istituzioni, tesi questa non condivisa da Ettore Di Giovanni, che ha ribadito il contenuto dell’intervista del procuratore sulle infiltrazioni e sulla macchina del fango.
Marco Mastriani ha messo in guardia dal rischio di demagogia che ci può essere dietro tale richiesta, mentre sarebbero necessari fatti circostanziati; e Fabio Rodante, rispondendo a Palestro, ha detto che non è in corso nessuna legittimazione della magistratura. Avvengono, ha aggiunto, fatti che provocano allarme sociale, come gli incendi notturni di auto, sequestri di beni di origine criminale e le indagini che evidenziano la presenza del racket del pizzo.
Salvo Sorbello si è detto favorevole a tutti gli interventi che accertano la legalità, aggiungendo la speranza che non ci siano strumentalizzazioni. Raimondo Giordano ha manifestato il sospetto che attraverso l’Antimafia di voglia commissariare la Procura ma Corrado Di Stefano ha messo in guardia contro i tentativi di minimizzare la presenza della mafia in città. Favorevoli alla presenza della Commissione gli ultimi due interventi. Per Salvo Cavarra, l’influenza della mafia in città si vede nella povertà in cui versano le famiglie dei quartieri più poveri; Alfredo Foti ha detto di considerare gli organi di controllo una garanzia per la democrazia e ha ricordato i nutriti investimenti previsti per i prossimi anni che potrebbero fare gola alle cosche. La proposta di Paolo Romano è stata, quindi, messa ai voti dal presidente del consiglio comunale, Edy Bandiera, passando con 11 sì, 7 no e 2 astensioni.
La proposta degli equilibri di bilancio è stata illustrata dall’assessore, Roberto Di Mauro, e dal ragioniere generale, Giorgio Giannì. Di Mauro ha fatto riferimento alla normativa e ai ritardi nell’approvazione del bilancio di previsione. Gli equilibri, ha detto, dovevano essere approvati dal Consiglio entro il 30 settembre, ma il bilancio è passato il 22 dello stesso mese. “Appare evidente che – ha concluso Di Mauro – nello stretto arco temporale intercorso, l’equilibrio permane” e che lo stato di attuazione dei programmi dell’Amministrazione non rende necessaria alcuna variazione o assestamento generale.
Il ragioniere generale ha dato assicurazioni sul rispetto dei saldi finali, giacché eventuali scostamenti in più o in meno di alcune voci di spesa e di entrate sono compensati da uguali scostamenti di altre voci. Dopo l’intervento di Marco Mastriani che annunciava il voto favorevole della commissione Bilancio da lui presieduta, è intervenuto Giancarlo Garozzo che si diceva dubbioso sul reale raggiungimento degli equilibri ed evidenziava due circostanze: la mancata firma della relazione da parte di uno dei revisori dei conti e l’assenza del parere dei consigli di quartiere. Poi Garozzo sollevava un problema politico, ritenendo che in aula erano presenti meno di 16 consiglieri di maggioranza, cioè un numero non sufficiente a votare le delibera. Ciò – aggiungeva – costringeva l’opposizione a restare in aula visto che la mancata approvazione degli equilibri avrebbe comportato lo scioglimento del Consiglio, cioè dell’organo che controlla l’attività dell’Amministrazione. Immediata, dai banchi della maggioranza, la replica di Giordano per il quale la previsione di Garozzo era errata e invitava l’opposizione a lasciare l’aula.
Di altro tono, invece, l’intervento di Di Giovanni: i ritardi nell’approvazione del bilancio di previsione – affermava – avevano svuotato il ruolo del Consiglio rispetto allo strumento finanziario.
Alla fine del dibattito, gli equilibri sono passati con 16 sì, 11 no e 2 astensioni.
È passata all’unanimità, e dopo un breve dibattito, la proposta di piano delle antenne radiobase. Unica variazione: l’emendamento presentato dalla commissione Ambiente, votato all’unanimità e illustrato dal Giuseppe Rabbito. Esso prevede, lì dove è possibile, di installare le antenne sugli edifici comunali così da permettere all’Ente di incassare il relativo canone. Il voto è stato preceduto da un intervento di Giovanni Raddino che ha messo in guardia rispetto ai rischi per la salute della antenne radiobase. Il consigliere ha citato la recente posizione dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’influenza delle onde elettromagnetiche nell’insorgenza dei tumori, fissata ad un livello di rischio pari a 3 in una scala di 5.