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Consiglio Generale Femca Cisl a Siracusa, il segretario nazionale Gigli: “Industria strategica per questa provincia”

A Roma per ribadire la strategicità dell’industria per questa provincia, cercando di far comprendere che se qui non facciamo fare gli investimenti, gli altri se ne vanno”.
La Femca Cisl ribadisce la strategicità della zona industriale per l’economia dell’intera provincia di Siracusa rilanciando l’esigenza degli investimenti sul territorio.

Lo fa nel corso del Consiglio generale, riunitosi venerdì mattina nel salone di via Arsenale, alla presenza del segretario generale nazionale, Sergio Gigli, del segretario generale regionale, Franco Parisi, del segretario della Ust, Paolo Sanzaro, e del segretario provinciale di categoria, Sebastiano Tripoli.

Continuando così rischiamo di non risolvere il problema – sottolinea Sergio Gigli nel suo intervento riferendosi a certa politica e a parte dell’opinione pubblica – A Roma ci saremo per sostenere l’Accordo di programma che prevede una serie di interventi a corredo. Se qui, però, non facciamo fare gli investimenti quelli che ci sono se ne vanno. Vanno via con il loro soldi, vanno a pagare le tasse da un’altra parte. Il problema, a questo punto, non riguarderà più soltanto il ministero per lo Sviluppo Economico”.
Il riferimento non è soltanto al rigassificatore, ma più in generale a quegli interventi propedeutici a rilanciare l’area sul palcoscenico economico internazionale; dalle infrastrutture che rendano i prodotti competitivi oltre il cancello dell’azienda, ad una burocrazia più snella, fino all’adeguamento dei costi energetici sui valori europei.

“Se voi tenete conto, – aggiunge ancora Gigli – che, a fronte di una presenza di circa 600 lavoratori diretti, nel petrolchimico girano almeno 20 mila persone, ecco spiegata la nostra richiesta di maggiore responsabilità quando si parla della zona industriale siracusana. Questa provincia avrebbe le forze sufficienti per vivere economicamente, da subito, senza l’industria?”

Gli Stati Uniti vogliono battere moneta svalutando il dollaro, cosa che noi non possiamo fare in Europa. Seicento miliardi di dollari che verranno immessi sul mercato – ricorda il segretario generale nazionale della Femca – deprezzeranno ulteriormente la loro moneta. Il rischio è che le attività che si fanno qui, la raffinazione piuttosto che la chimica, possono essere fatte a minor costo da altre parti ed essere portate qui successivamente. Noi saremmo, quindi, terra di conquista per quanto riguarda il mercato e non l’attività produttiva.”

Una urgenza, quella di far presto, ripresa anche dal segretario generale della Cisl siracusana, Paolo Sanzaro. “Siamo certi che l’incontro di martedì sarà importante e autorevole – premette – ma i segnali che quotidianamente si raccolgono sono assolutamente irrazionali. La vicenda del rigassificatore è emblematica: funziona quello di Rovigo, va avanti da venti anni quello di Panigaglia, a Barcellona, in Spagna, l’impianto è accanto alle navi da crociera; qui non si riesce a comprendere l’importanza di un investimento; non tanto per la forza lavoro che potrà garantire, quanto per l’effetto che potrà innescare negli investitori”.

Al ministro Prestigiacomo si appella, invece, il segretario regionale Franco Parisi. “Ci sono già spazi liberi e bonificati per nuovi investimenti – sottolinea il leader regionale dei chimici cislini – se avviassimo anche le ulteriori bonifiche potremmo muovere altra economia”.

E di una zona industriale vicina al collasso parla Sebastiano Tripoli. Il segretario generale dei chimici siracusani ammette la crisi generale del settore. “Il peso della forza lavoro lo misuriamo quotidianamente – ammette – ed i numeri non sono assolutamente incoraggianti. Serve un cambio di rotta, un’azione decisa per rilanciare concretamente un’area che può ancora rappresentare una delle gambe economiche di questa provincia”.


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