Prosegue incessante, anche nel 2012, l’azione della Guardia di Finanza di Siracusa volta a contrastare e far emergere la sacca di evasione da parte di chi, sfruttando la crisi economica in atto, persevera nell’idea di svolgere attività economiche senza ottemperare agli obblighi, sanciti dalle vigenti normative fiscali, di pagare le giuste imposte dovute all’Erario.
In particolare, le Fiamme Gialle siracusane, in questo ultimo periodo, hanno implementato i controlli nei confronti di imprese operanti in diversi settori economici, proprio per verificare che le condizioni lavorative sia “trasversalmente” corrette in ogni contesto, senza penalizzare o criminalizzare parte del tessuto economico.
I servizi espletati, hanno permesso purtroppo di constatare che numerose imprese controllate, impiegavano personale in nero: i finanzieri hanno infatti rilevato la presenza di 47 lavoratori in nero e/o irregolari, atteso che non è stata riscontrata la prevista comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro a cura degli imprenditori, con il conseguente deferimento alle Autorità competenti di 18 datori di lavoro. Oltre che nel capoluogo, i controlli hanno interessato, oltre che il comune capoluogo, anche i comuni di Noto, Avola, Lentini, Pachino, Priolo ed Augusta.
Solo a titolo di esempio:
• nel centro megarese è stato scoperto un supermercato che utilizzava 11 lavoratori irregolari;
• a Noto, ben 12 lavoratori sono risultati irregolari in due diversi cantieri edili;
• a Pachino, ben 10 lavoratori sono risultati in nero ancora in un’impresa dedita a costruzioni di civili abitazioni;
• a Priolo, 2 lavoratori erano completamente irregolari all’interno di una profumeria.
Ma altri ne sono stati scoperti presso ristoranti, barbieri, sale giochi, bar, “compro-oro”, fotografi, panetterie. Nel solo 2011, complessivamente, sono stati individuati ben 175 lavoratori in nero e/o irregolari e denunziati alle Autorità competenti 49 datori di lavoro: la vigente normativa, che prevede sanzioni “salatissime”, già da sola dovrebbe convincerli a non commettere tali irregolarità, ma evidentemente ciò non basta.
Le imprese risultate irregolari sono state punite con la cd. “maxisanzione”, cioè con una sanzione amministrativa che va da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore in nero, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo svolto.
Per alcune imprese, inoltre, verrà proposta la sospensione dell’attività, in quanto trovate ad impiegare personale in nero in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori regolari (analoga sanzione, và ricordato, si applica anche in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale).
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