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Il coraggio di parlare di mafia

La mafia, forse qualcuno ne parla.

Parlare di mafia in Italia è qualcosa di difficile. Pochi riescono a trovare il coraggio di sfidare un’organizzazione che ha figure inserite in ogni settore e che può fare male, e sa come farlo. Quando leggiamo di mafia, leggiamo di coraggio, perché pronunciarsi in questi casi può far correre dei rischi, la storia del Bel Paese è ricco di aneddoti in questo senso. La libertà che offre la rete internet offre qualche spiraglio all’omertà e alla paura di questo grande potere italiano.

La Mafia in Italia oggi.

La mafia c’è. È la piaga italiana da sempre, tanto da aver reso la parola mafia uno dei simboli del Paese all’estero. Un biglietto da visita, un’etichetta, che la maggior parte dei cittadini non vorrebbe addosso. Un potere forte da combattere, ma la cui lotta sembra impossibile. Anni ed anni di associazioni antimafia, di dipartimenti di giustizia speciale, di investigazioni e di persone piene di coraggio non sono ancora riusciti nell’intento di distruggere questo male. Chi ha osato intralciare la strada della mafia ha, nella maggior parte dei casi, perso la vita o è stato estromesso dalla sua posizione. Come è possibile che ancora oggi qualcuno abbia il coraggio di parlarne?

In che ambiti opera la Mafia oggi.

La mafia opera in tutti i settori. Ha saputo svilupparsi, cambiare, adattarsi. Ha sposato le esigenze del sistema italiano e si è infiltrata in ogni settore economico e politico, malavitoso e non. Traffico di armi e di droga, forse anche di clandestini, ma allo stesso tempo attività più “normali” come gli appalti, l’edilizia, lo smaltimento dei rifiuti o lo sport. La mafia è presente dappertutto. Non è più solo una prerogativa del Sud del Paese, è ben inserita anche al Nord, dove circolano soldi e poteri ben più forti. Si è trasferita, ha posizionato i suoi adepti nei posti giusti e risulta essere sempre sul pezzo.

Chi ha il coraggio di parlare di Mafia.

Qualcosa si smuove e online qualcuno di mafia ne parla. Le testate giornalistiche tradizionali sono spesso limitate nella loro libertà di parola perché gli interessi in gioco sono sempre troppo alti. La mafia come abbiamo detto all’inizio è dappertutto, chi garantisce che non stia anche all’interno degli organi di stampa più importanti del Paese? E inoltre i giornalisti delle grandi testate sono personaggi pubblici, facilmente riconoscibili e per questo facili soggetti per minacce.

È internet con i siti di controinformazione a offrire ancora una speranza. Le redazioni, ben strutturate, spesso consentono di pubblicare informazioni e notizie in modo più celato e senza alcuna influenza politica ed economica. È il caso ad esempio del sito di news contro filtro che ogni giorno pubblica notizie inerenti alle indagini, alle infiltrazioni nel governo locale e nazionale, alle problematiche e agli avvenimenti connessi con il mondo della mafia, personaggi inclusi.


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