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In Sicilia 1.726 attuali positivi e 95 guariti

Coronavirus, gli ospedali si riorganizzano: all’Umberto I di Siracusa 2 stanze sterili |Nessun caso in città

A disposizione le stanze di biocontenimento a pressione negativa, per i pazienti già contagiati, e due aree di quarantena pronte per essere attivate nei due poli dell'Isola

Immagine di repertorio

Anche gli ospedali siciliani sedi di unità di malattie infettive si stanno riorganizzando alla luce delle nuove direttive ministeriali che hanno stabilito i nuovi criteri per la definizione dei casi a rischio, non più limitati solo ai contatti con persone giunte dalla Cina negli ultimi 15 giorni o che hanno avuto a che con persone provenienti dall’estremo Oriente, ma adesso anche a chi viene dalle regioni italiane dove si sono verificati casi di contagio.

La Sicilia contro i possibili focolai del coronavirus – in coordinamento con il ministero della Salute, le forze dell’ordine, Croce Rossa, Protezione civile e governo regionale – mette in campo lo stesso piano studiato per la gestione di eventuali casi di Ebola durante lo sbarco dei migranti. Sono trecento i posti letto “semplici” nei reparti di malattie infettive degli ospedali siciliani ma ci sono a disposizione 63 stanze di biocontenimento a pressione negativa, per i pazienti già contagiati, e due aree di quarantena pronte per essere attivate nei due poli dell’Isola; due hub di primo intervento per il trasporto di malati ad alto isolamento individuati negli ospedali Garibaldi di Catania e Cervello di Palermo; ed ancora tamponi per gli esami immediatamente analizzati nei laboratori dei Policlinici di Catania e Messina che già hanno dato una risposta negativa su venti ammalati sospetti.

Le camere a pressione negativa, come già accaduto con le persone curate allo Spallanzani di Roma si trovano 24 a Catania (Garibaldi, Vittorio Emanuele, Cannizzaro); dodici al Gravina di Caltagirone; nove a Palermo (Policlinico, Cervello e Ismett); cinque all’Umberto I di Enna; quattro all’ospedale Maggiore di Modica, tre al Policlinico di Messina, due all’Umberto I di Siracusa e al Sant’Elia di Caltanissetta; una ciascuna una al Sant’Antonio Abate di Trapani e al Vittorio Emanuele di Castelvetrano.

Da ieri sono sospese le uscite didattiche e i viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’estero. Questo è stato deciso dal Consiglio dei Ministri, nella serata di ieri, durante la quale sono state definite apposite misure precauzionali per evitare la diffusione del Coronavirus. “Si tratta di una misura precauzionale – spiega l’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana Roberto Lagalla – per la quale si chiede ai dirigenti scolastici la massima collaborazione. Tengo molto a rassicurare le famiglie perché come già dichiarato dall’assessore Razza, in Sicilia non ci sono ragioni di allarme ma è necessario e nostro dovere adottare le giuste misure di prevenzione in linea con le direttive nazionali e con le coerenti conclusioni della Unità di crisi regionale che in tale direzione si è già espressa nella riunione di ieri a Catania”.


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