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Coronavirus, sono 6 i deceduti registrati a Siracusa e 62 gli attuali positivi

Sono 34 i ricoverati e salgono a 21 i guariti, mentre si devono annotare i decessi di altre quattro persone nei giorni scorsi con un quadro clinico già compromesso

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (lunedì 30 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 86 (1 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 63 (19, 3, 4); Catania, 405 (142, 16, 27); Enna, 183 (120, 1, 11); Messina, 280 (128, 8, 17); Palermo, 229 (81, 17, 7); Ragusa, 30 (8, 3, 2); Siracusa, 62 (34, 21, 6); Trapani, 70 (26, 0, 1).

Il totale dei contagiati a Siracusa è quindi 89 (2 in più rispetto a ieri).

Risultano sei morti in quanto l’anziano di Sortino è stato a Caltagirone e conteggiato tra i dati a Catania, mentre si devono annotare i decessi di altre quattro persone nei giorni scorsi con un quadro clinico già compromesso. A loro è stato comunque effettuato un tampone il cui risultato di positività è arrivato soltanto oggi.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 14.758. Di questi sono risultati positivi 1.555 (+95 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.408 persone (+78). Sono ricoverati 559 pazienti (+37 rispetto a ieri), di cui 75 in terapia intensiva (+4), mentre 849 (+41) sono in isolamento domiciliare, 71 guariti (+6) e 76 deceduti (+11).

“Nell’ultima settimana la rete delle Terapie intensive (Rianimazioni) attivate in Sicilia per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 che sono andati incontro a grave insufficienza respiratoria e ventilazione controllata con intubazione – fa sapere intanto il Comitato tecnico scientifico istituto dalla Regione Siciliana per l’emergenza Coronavirus – registra il recupero della funzione ventilatoria autonoma in una percentuale che oscilla dal 20 al 40 per cento dei pazienti ammessi. Si tratta di una percentuale variabile  in rapporto alla severità del quadro di esordio e alla “fragilità” dei pazienti (leggi età avanzata, patologie concomitanti). Tale dato fa ben sperare perché è in linea con i migliori dati nazionali di recupero di tali gravissime forme di insufficienza respiratoria e conferma che un trattamento nei tempi giusti e con risorse disponibili, che in queste ore si sta registrando grazie al contenimento e all’isolamento messo in atto sul territorio regionale, può permettere risultati in termini di salute pubblica altrimenti non raggiungibili”.

Il Comitato specifica inoltre che i pazienti dimessi dalle terapie intensive, ovviamente, non rientrano ancora nel novero dei guariti, ma le loro condizioni di salute, seppur ancora precarie, fanno ben sperare. Il contenimento della pandemia  e lo “stare a casa” stanno permettendo un’adeguata e corretta assistenza nelle terapie intensive, ma l’invito è quello di non abbassare la guardia e continuare a rispettare le regole.


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