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Corteo a Siracusa per “il salvataggio del Petrolchimico”: in piazza sindacati, amministratori e Confindustria

I sindacati di Siracusa hanno definito un piano, composto da 7 punti, per il rilancio del Petrolchimico

Corteo a Siracusa per “il salvataggio del Petrolchimico” travolto dal caso della vicenda Lukoil, la società proprietaria di due raffinerie a Priolo che potrebbero interrompere la produzione. Alla mobilitazione organizzata da Cgil e Cisl un migliaio di manifestanti. Davanti al corteo diversi striscioni ma anche bambini venuti con i genitori lavoratori che hanno deciso di prendere parte alla protesta, e anche qualche delegazione di studenti.

Assieme ai manifestanti anche alcuni sindaci della provincia di Siracusa mentre il primo cittadino del capoluogo si trova a Roma per partecipare al vertice al ministero delle Imprese voluto dal governo per decidere che strategia adottare per salvare la Lukoil, che necessita di crediti per acquistare grezzo da altri paesi che non siano la Russia. Tra le soluzioni individuate e approvate dal ministro Urso, la garanzia della Sace, una controllata di Stato, per l’erogazione dei crediti Lukoil da parte delle banche.

“È una mobilitazione che ha delle motivazioni importanti e profonde che mai nella storia industriale di questa nostra provincia si sono verificate quindi bisogna mettere in campo strumenti adeguati – ha detto il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, presente alla protesta -. Noi dobbiamo condividere questa mobilitazione. È importante che finalmente si apra un tavolo tecnico che prende in esame una delle tematiche relative alla nostra area industriale azioni che si possono aprire altre situazioni che soffriamo da anni che riguardano tutto il Polo industriale con le sue infrastrutture che sono state abbandonate”. Il presidente di Confindustria Siracusa denuncia la perdita di attrazione della zona industriale e invita il Governo nazionale a creare nuove condizioni: “eravamo la provincia che è riuscita ad attrarre società multinazionali arrivate da ogni parte del mondo ma non riusciamo più ad essere attrattivi. Dobbiamo tornare ad essere nuovamente competitivi grazie a un know how frutto di  sessant’anni di industrializzazione. Stiamo soffrendo, per cui chiediamo che il governo nazionale e quello regionale prendano coscienza che bisogna supportare un asset strategico per l’intero Paese”.

I sindacati di Siracusa hanno definito un piano, composto da 7 punti, per il rilancio del Petrolchimico. Tra le priorità – fanno sapere nel giorno della protesta a Siracusa e del Tavolo tecnico al ministero delle Imprese – ci sono la riconversione industriale, un vasto intervento di bonifica dei siti dismessi, ed il potenziamento della rete infrastrutturale. La parola d’ordine, indicata da Cisl e Cgil nel documento unitario che sarà consegnato al prefetto di Siracusa, è un processo di decarbonizzazione da finanziare con la Transizione ecologica. “È necessario, però, creare  – dicono Cgil e Cisl – le condizioni per favorire azioni tese alla trasformazione dell’industria petrolchimica e chimica, con importanti e indispensabili investimenti sui processi di decarbonizzazione”.

E, poi, nuovi investimenti e nuove imprese del settore da fonti rinnovabili possono rappresentare una grande opportunità climate neutral per il Polo e per il sistema economico regionale. Al governo si chiede di far rientrare il Petrolchimico nel piano della Transizione ecologica. “L’obiettivo è  un piano di transizione energetica – aggiungono Cgil e Cisl – che confermi la vocazione produttiva e industriale del Polo e garantisca l’impiego dei lavoratori coinvolti. L’evoluzione degli scenari globali, resi più complessi dalla crisi pandemica prodotta dal coronavirus, dalla guerra in Ucraina con il conseguente embargo che mette a rischio le attività di Isab Lukoil e, in ultimo, con la pesante inchiesta della magistratura che ha portato al sequestro del depuratore consortile Ias e dell’impianto della Priolo Servizi, rischiano di bloccare le attività industriali del siracusano con effetti devastanti dal punto di vista sociale ed economico per tutto il territorio”. 

“La preoccupante situazione geopolitica con le conseguenze economiche che produce rischia, come sempre, di causare i danni maggiori a carico dei soggetti più deboli. Il nostro territorio, già gravemente sofferente per le piaghe della disoccupazione e della precarietà del lavoro, dell’inquinamento e della carenza di infrastrutture vede profilarsi il pericolo di subire ulteriori irreparabili ferite lasciando migliaia di famiglie e di lavoratori privi di ogni sussistenza”. Inizia così il messaggio che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha inviato come segno di vicinanza ai lavoratori e alle famiglie del polo petrolchimico di Priolo. Il messaggio è stato letto in piazza Archimede al termine del corteo promosso da Cgil e Cisl al quale hanno preso parte migliaia di persone.

“Come Pastore della Chiesa siracusana rivolgo un accorato appello a tutti e a ciascuno secondo la propria competenza e responsabilità – scrive l’arcivescovo –: uniamoci in un corale impegno di costruzione di un futuro sereno nel quale a nessuno manchi il necessario per una vita libera e dignitosa: ai giovani non siano negati i sogni, agli anziani sia garantita la serenità, ai deboli sia data la certezza dei propri diritti. Oggi, come non mai, è il tempo dell’unità verso la comune meta della pace, dell’unione tra i popoli, della ricerca e della costruzione del bene comune. Cristo, divino operaio, benedica e sostenga gli sforzi di quanti si stanno impegnando per la pace e per la tutela dei più piccoli e poveri”.

“È necessario che la politica sia protagonista e responsabile dei cambiamenti del territorio. Bisogna dialogare serenamente con le istituzioni territoriali avendo a cuore i problemi dei cittadini”. Lo dice il deputato regionale Tiziano Spada, che stamattina ha partecipato alla mobilitazione in difesa della zona industriale di Siracusa con il Pd e il gruppo di Idea. “Ci tenevo particolarmente a essere presente quest’oggi – spiega il parlamentare regionale – per ribadire, con forza, i concetti in cui credo fermamente. L’impegno deve essere finalizzato alla risoluzione di un problema che per anni è stato ignorato. Siamo arrivati a un punto di non ritorno, in cui la proposizione di soluzioni realistiche è necessaria per dare risposte a chi, in questo momento, non sa se potrà mandare i propri figli all’università. Il mio lavoro all’Ars resta costante e il supporto del senatore Antonio Nicita rende il dialogo più costruttivo. Siamo all’opposizione al Governo nazionale e a quello regionale, condividiamo le stesse preoccupazioni che oggi sono arrivate fino a Roma”.

Presenti alla manifestazione anche i sindaci di Carlentini, Giuseppe Stefio, di Floridia, Marco Carianni e di Ferla, Michelangelo Giansiracusa. Con loro anche Giovanni Burtone, sindaco di Militello in Val di Catania nonché deputato regionale del Pd, che è venuto a manifestare la propria vicinanza e solidarietà al comparto industriale in cui lavorano tanti suoi concittadini. Presente, in qualità di vicepresidente dell’Anci Sicilia e di presidente provinciale del Pd, anche Paolo Amenta.

Alla mobilitazione ha partecipato anche Nicolò Saetta, coordinatore cittadino del Movimento Idea, che aggiunge: “Abbiamo partecipato alla mobilitazione organizzata dai sindacati perché abbiamo a cuore il futuro dei lavoratori. La manifestazione ha dato voce alle istanze dei siracusani e se non si interverrà immediatamente per dare loro risposte si correrà il serio rischio di vedere migliaia di famiglie sul lastrico. Stiamo vivendo un momento di crisi sociale che, se non disinnescata, rischia di creare un danno economico che il territorio sarà costretto a pagare per i prossimi anni. Da parte nostra continueremo a fare pressing affinché il dialogo sia costante e le proposte, nazionali e regionali, giungano rapidamente per evitare il peggio. Il risentimento dei lavoratori, che vivono con ansia le dinamiche della zona industriale, è stato esposto al prefetto in un tavolo congiunto costituito dai vertici dei sindacati, dalla deputazione regionale e nazionale e dai rappresentati dei Comuni della provincia. L’augurio è che la proposta programmatica delle organizzazioni sindacali possa ben presto trasformarsi in realtà”.


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