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Crisi dei Comuni siciliani. La richiesta di Amenta e Miceli: “prorogare al 30 dicembre l’approvazione dei consuntivi e dei bilanci di previsione”

Così da permettere agli enti di ripianare in 15 annualità i disavanzi 2020

Prorogare l’art. 39 quater del D.L. 162/2019 per permettere ai Comuni di poter ripianare, a decorrere all’esercizio finanziario 2021, in 15 annualità il Disavanzo da approvare con la Rendicontazione 2020, causato soprattutto dall’obbligo di accantonamento del FCDE, Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, principale motivo della crisi finanziaria degli Enti Locali siciliani, per la ridotta capacità di riscossione dei tributi, impossibilitati come si è, all’applicazione del Federalismo fiscale nell’isola dove, a differenza del resto d’Italia, è drammatica la realtà sociale ed economica, ad iniziare dall’alto indice di disoccupazione e di povertà, aggravata, nel 2020, dall’emergenza Covid”. Questo quanto propone il vice presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta, a nome dei Comuni siciliani, assieme alla richiesta di prorogare al 30 dicembre la scadenza per l’approvazione dei Rendiconti 2020 (deliberati da appena 74 Comuni su 391), e per l’approvazione dei Bilanci di previsione 2021-2023 deliberati da appena 172 Comuni su 391.

La proposta del vice presidente Amenta è stata recepita e condivisa dal deputato nazionale siciliano del Pd, Carmelo Miceli, che l’ha trasformata in un emendamento che presenterà al Governo in aggiunta alla piattaforma di Anci Sicilia per chiedere al Governo una serie di interventi finalizzati a salvare i Comuni siciliani dal default. I Comuni siciliani, con la manifestazione a Roma, hanno già chiesto al Governo una previsione normativa finalizzata a rafforzare la capacità di accertamento e riscossione dei tributi locali, anche attraverso deroghe alle disposizioni vigenti in materia di assunzione di personale.

Nelle more, per ciascuno degli esercizi finanziari 2020, 2021, 2022 e 2023, autorizzare i Comuni siciliani all’accantonamento in Bilancio del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità nella misura del 50 per cento. Differendo, altresì, viste le difficoltà sin qui riscontrate, l’approvazione del Bilancio di previsione 2021-2023 al 30 novembre 2021. E al fine di accompagnare il processo di efficientamento della riscossione delle entrate dei Comuni in condizioni di precarietà finanziaria, si è chiesto che la Regione Siciliana possa destinare contributi di natura corrente sulla maggior riscossione delle entrate proprie dell’Ente beneficiario, nel limite complessivo massimo di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. I contributi sono assegnati agli Enti Locali per i quali il rapporto tra l’importo dell’accantonamento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità nell’ultimo Bilancio di previsione approvato supera il 5 % delle entrate correnti dell’Ente, come risultanti dall’ultimo rendiconto approvato.


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