L’Assemblea generale della Fiom di Siracusa in occasione della riunione del proprio direttivo esprime solidarietà al popolo iraniano e condanna quello che definisce un attacco unilaterale condotto da Stati Uniti e Israele, inserendolo in un contesto globale segnato da conflitti diffusi e crescenti tensioni geopolitiche.
Un quadro internazionale che, secondo i rappresentanti sindacali, incide anche sull’approvvigionamento energetico e si riflette sulle dinamiche industriali locali, in particolare sul polo petrolchimico siracusano, da tempo attraversato da una crisi che la Fiom definisce “sistemica”.
Nel corso dell’assemblea è stata evidenziata l’assenza di una visione industriale complessiva e il peso di un sistema di appalti al ribasso che, secondo il sindacato, mette a rischio sicurezza e livelli occupazionali. Una competizione ritenuta poco trasparente e caratterizzata, si legge nella nota, anche da potenziali conflitti di interesse e discriminazioni nei confronti dei delegati sindacali.
La Fiom sottolinea come i lavoratori siano costretti ciclicamente a mobilitarsi per difendere diritti contrattuali, salari e condizioni di lavoro, in un contesto che registra una progressiva contrazione delle attività e dell’occupazione.
Preoccupazione anche per il futuro dell’intero sistema industriale di Priolo, dove – secondo il sindacato – si starebbe mettendo in discussione un equilibrio complesso e interconnesso, con il rischio di un “effetto domino” su tutto il comparto. Tra i nodi irrisolti vengono citate le vicende legate a IAS, le difficoltà finanziarie di Isab, la crisi di Sasol e le scelte di Eni Versalis, accusata di non aver mantenuto gli impegni previsti nel piano di trasformazione.
L’assemblea richiama la necessità di una strategia nazionale capace di sostenere un nuovo modello industriale, basato su innovazione, sostenibilità ambientale ed equilibrio sociale. Fondamentale, secondo la Fiom, una maggiore integrazione tra pubblico e privato, con una programmazione chiara su investimenti, tempi e obiettivi.
Infine, il sindacato ribadisce il ruolo centrale dei lavoratori, in particolare dei metalmeccanici dell’indotto, che – si legge – devono essere coinvolti nei processi decisionali e nelle scelte strategiche. “Il cambiamento non è possibile senza il contributo di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori”, conclude la nota.
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