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Crisi della zona industriale di Siracusa, altro campanello d’allarme: Ias “taglia” i contratti collettivi di secondo livello

È la prima volta che il depuratore consortile applica una politica di contenimento dei costi del lavoro

A partire dal primo gennaio del prossimo anno Ias, il depuratore consortile della zona industriale di Siracusa, interromperà tutti i contratti collettivi di secondo livello, inclusi quelli che prevedono un rinnovo automatico alla scadenza. Questa la comunicazione che i vertici della società hanno inviato ieri alle Rsu e alle maggiori sigle sindacali del settore (Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil). In pratica con questa nota anche Ias ammette le difficoltà economiche che stanno attanagliando il settore l’intero industriale e come prima azione per correre ai ripari dal prossimo anno.

Entrando nell’aspetto tecnico la contrattazione di secondo livello, detta anche contrattazione decentrata, integra il contratto collettivo nazionale di lavoro con ulteriori acquisizioni. Si distingue in contrattazione aziendale e contrattazione territoriale. La prima avviene a livello di singole imprese tra direzione aziendale, il sindacato interno e/o il sindacato territoriale, ed integra il Ccnl con voci aggiuntive in materia di retribuzioni, come la produttività, orario, condizioni di lavoro, ambiente e sicurezza, formazione.

La contrattazione territoriale, invece, si attiva tra le parti sociali presenti in un determinato territorio sempre più vasto, complesso, rigido, il substrato normativo a livello nazionale e territoriale che le aziende devono obbligatoriamente rispettare per la gestione della propria attività, restando spesso paralizzate e ingessate. In soldoni, invece, vuol dire che i dipendenti di Ias nel 2022 potrebbero vedere una decurtazione intorno al 20% dello stipendio totale, causato dall’ammanco per esempio del premio produzione. Una scelta quella di Ias, che però non chiude le porte in faccia ai sindacati ma si dichiara disponibile “a prossimi incontri tra le parti”.

Ma certo un nuovo campanello d’allarme per quanto riguarda la zona industriale di Siracusa che dopo la cassa integrazione per i dipendenti di Isab – Lukoil, oggi vede per la prima volta in assoluto in Ias la volontà di un contenimento dei costi del lavoro.


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