In tendenza

Da Cgil, Cisl e Uil appello ai sindaci della provincia di Siracusa: “si riapra la stagione del dialogo”

"Serve il contributo e l’intelligenza di tutti per tenere in equilibrio un contesto aggredito profondamente nei suoi fondamentali sociali e di tenuta solidale"

“Si riapra la stagione del dialogo, del confronto, della trasparenza. La contrattazione sociale, richiesta dalle nostre federazioni dei pensionati e condivisa da tutto il sindacato confederale territoriale, diventi il punto di partenza della rinascita e della resistenza di ogni territorio. Anziani, disabili, persone non autosufficienti hanno bisogno di risposte mirate, urgenti e condivise. E per queste risposte nessuno può farcela da solo; non può farcela la politica, le singole amministrazioni, le forze sociali”. I segretari di Cgil Siracusa Roberto Alosi, Cisl Ragusa Siracusa Vera Carasi e il commissario straordinario Uil Ragusa Siracusa Gela Luisella Lionti scrivono ai sindaci, chiedendo di aprire in ogni singolo territorio, all’interno dei Distretti socio-sanitari, tavoli di incontro, di analisi e di proposte con le forze sindacali e non temano ingerenze improprie né invasioni di campo.

“Le ultime risorse, in ordine di arrivo, destinate a ogni singolo comune della nostra provincia, da parte del governo nazionale, sono il segno tangibile degli sforzi enormi che sta facendo il nostro Paese per fronteggiare la terribile crisi sociale e sanitaria in atto – dicono – Quasi 4 milioni di euro per i Comuni della nostra provincia e per l’ex provincia regionale non sono tanti ma si aggiungono ad altre risorse a disposizione degli enti locali per i Piani di zona e non ancora impegnate. Proviamo a farne il miglior uso possibile in termini di ristoro e di resilienza a favore delle fasce più deboli della nostra gente che soffre maledettamente la crisi sociale ed occupazionale che stiamo vivendo. Non si costringano, come già accaduto la scorsa settimana davanti al Comune di Siracusa, i pezzi più vulnerabili della nostra comunità a scendere in piazza per rivendicare un diritto al confronto e all’ascolto reciproco. È uno spettacolo indecoroso e improprio che segna pericolosamente il livello di scivolamento sociale nel quale rischiamo di essere tutti risucchiati. Serve il contributo e l’intelligenza di tutti per tenere in equilibrio un contesto aggredito profondamente nei suoi fondamentali sociali e di tenuta solidale. Noi vogliamo provarci. Impariamo a remare tutti nella stessa direzione”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo