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Da Lentini “ultimatum” di Sicula Trasporti alla Regione: ampliamento o stop ai rifiuti da mezza Sicilia

Il volume dei rifiuti conferiti ha incrementato il processo di esaurimento del bacino oggi in uso, e l'azienda dei Leonardi prevede la saturazione dell'impianto nell’arco dei prossimi mesi

La discarica di Grotte San Giorgio tra Lentini e Catania, gestita dalla Sicula Trasporti è prossima a saturazione. Ad affermarlo è l’avvocato Bonaventura Lo Duca, legale della società della famiglia Leonardi che si occupa di smaltimento rifiuti. L’11 e il 14 maggio 2020, il Cda dell’azienda ha inviato due distinte note, all’attenzione rispettivamente del presidente Nello Musumeci e dei dirigenti del Dipartimento regionale dell’Ambiente e Acqua e rifiuti.

La prima ha per oggetto l’avviso di interruzione dei conferimenti straordinari di rifiuti solidi urbani nell’impianto, mentre la seconda è un’istanza relativa all’avvio della procedura di autorizzazione unica regionale.

Due documenti di fuoco – o meglio due “ultimatum” – con cui l’azienda che gestisce la discarica privata più grande dell’isola e in cui vengono smaltiti buona parte dei rifiuti siciliani mette a nudo alcune lacune gestionali da parte del governo Musumeci. “Con diversi decreti del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti – si legge – è stato ripetutamente autorizzato il conferimento straordinario in emergenza dei rifiuti solidi urbani provenienti da numerosi comuni dell’intero territorio regionale nella discarica per rifiuti non pericolosi della Sicula Trasporti Spa in contrada Grotte San Giorgio nel Comune di Lentini“. L’ultimo, in ordine di tempo, è il decreto del 4 maggio scorso con il quale si autorizza il conferimento in emergenza dei rifiuti solidi urbani dei Comuni della provincia di Ragusa.

La Sicula Trasporti, afferma a chiare lettere di non aver mai “formalizzato la propria disponibilità a conferimenti straordinari ad libitum, come erroneamente riportato nel corpo dei suddetti provvedimenti, ha acconsentito, come più volte ribadito, a ricevere e smaltire i sopra indicati rifiuti in via del tutto eccezionale e transitoria”. E proprio sulla situazione “eccezionale e transitoria” la Sicula Trasporti nutre dubbi, visto che sull’argomento rifiuti la Sicilia da un ventennio vive uno stato emergenziale.

Il volume dei rifiuti conferiti ha incrementato il processo di esaurimento del bacino oggi in uso, e l’azienda dei Leonardi – che da tempo chiede di poter ampliare la discarica con nuove vasche – prevede la saturazione dell’impianto nell’arco dei prossimi mesi. E per questo la società comunica che dal 30 giugno non sarà più consentito il conferimento dei rifiuti pretrattati da 13 aziende, tra cui quelle che si occupano di raccolta e smaltimento rifiuti a Palermo, Ragusa, Trapani e Messina.

Il tutto si somma al lungo stand by degli uffici regionali al progetto di ampliamento del bacino della discarica di Grotte San Giorgio (oggetto della seconda missiva) per le quali l’azienda dei Leonardi diffida la Regione a concludere il procedimento in tempi brevi onde evitare una citazione in giudizio da parte della Sicula Trasporti per il danno subìto. Si tratta di un progetto che prevede la creazione di 3 nuove vasche per un totale di oltre 4 milioni di metri cubi, che consentirebbe all’azienda di poter continuare a lavorare senza troppi problemi per altri 5 o 6 anni circa. Forse anche più, se l’altro progetto – quello del gassificatore (già oggetto di pesanti critiche da molti comitati cittadini nati a Lentini) – dovesse andare in porto.

“A tutt’oggi, purtroppo – recita la seconda nota legale -, nonostante il progetto sia stato dichiarato procedibile dall’Assessorato regionale Ambiente e Territorio, sia avvenuta la prevista pubblicazione nella medesima data e siano anche scaduti, da oltre due mesi, i termini per la presentazione delle osservazioni e richieste di integrazioni, la convocazione della prevista conferenza dei servizi è ancora di là da venire“. La società chiede quindi alla Regione di avere a stretto giro di posta il parere intermedio della Commissione tecnica specialistica, così da poter predisporre per tempo, in vista della seduta in conferenza dei servizi, le proprie deduzioni su eventuali osservazioni o richieste specifiche.

In ogni caso – conclude la nota legale -, l’amministrazione regionale è tenuta, stante i chiari obblighi normativamente imposti e considerato il superamento dei termini procedimentali previsti, a concludere il procedimento avviato senza ulteriori indugi“. Altrimenti le note legali non verranno più inviate in Regione, ma all’autorità giudiziaria.


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