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Ddl Irsap: botta e risposta tra la parlamentare Ternullo e il sindaco di Melilli, Carta

"Un abbaglio totale e disarmante" dice la prima, "vada a rivedersi la questione prima che la legge passi" replica l'altro

“Nella mia pluriennale attività politica, poche volte sono stata testimone di imbarazzanti scivoloni amministrativi, come in questo caso. Credo che il sindaco di Melilli sia in pieno stato confusionale politico-amministrativo. Sarebbe opportuno che qualcuno gli spiegasse che le disposizioni ancora in discussione all’Ars e di indirizzo governativo, che modificano la legge n.8 del 12/01/2012, agli articoli 15 e 18, nulla hanno a che fare con la gestione degli impianti di acquedotto, fognature e depurazione. Innanzitutto perché si tratta di previsioni che fanno riferimento alla Costituzione dell’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive (Irsap). Andando nello specifico, l’art. 15 tratta di Programma triennale degli interventi e delle attività – Piani regolatori d’area ed Espropriazioni – dunque non fa menzione ai compensi stratosferici dei commissari liquidatori a cui il sindaco fa riferimento a mezzo stampa. Non pago della pesante cantonata, cita l’art. 18 della medesima legge, che fa riferimento all’Attivazione degli insediamenti produttivi, con riferimento al procedimento semplificato di rilascio dell’autorizzazione unica, piuttosto che alla gestione specifica degli impianti di depurazione, di cui lui farnetica. Un abbaglio totale e disarmante per un Primo cittadino che ha il compito di informare, una comunità”. Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia all’Ars, Daniela Ternullo.

“Mi permetto di utilizzare certi termini – conclude la parlamentare – perché è lui stesso che ha tirato in causa me e il partito di cui faccio parte, arrivando addirittura a parlare di slealtà e assenza di confronto democratico da parte nostra. Mi verrebbe da dire: ma dinanzi a un sindaco che vende confusione per verità, quanto credito può avere agli occhi dei propri concittadini? L’unica grande verità è piuttosto la totale mancanza di dialogo che Giuseppe Carta non vuole avere con la sottoscritta e con le Istituzioni regionali, a cominciare dalle audizioni nelle Commissioni di merito all’ARS, che lui puntualmente diserta, mostrando totale disinteresse verso il territorio. Ricordo che, se si è giunti ad una liquidazione degli Ato, la responsabilità anche di certi Amministratori che non li hanno saputi gestire. Troppo facile accusare la deputazione locale, lavandosi le mani come un novello Ponzio Pilato. Gioca la carta dell’aumento dei canoni tariffari del 1000% a danno dei cittadini, senza però dimostrare come tecnicamente e soprattutto giuridicamente ciò sarebbe consentito dalla riforma. Perché non lo formalizza mettendo nero su bianco? De Crescenzo ci ricorda che ci vogliono due anni per imparare a parlare ed oltre 50 per imparare a tacere , penso proprio che Il sindaco debba ancora imparare a parlare ma soprattutto a tacere in materia. Il disegno di legge ancora in discussione, non entra nel merito dei canoni bensì enuncia dei principi generali. Sarà poi compito del potere esecutivo provvedere ad attuare quanto previsto”.

Immediata la replica del sindaco Giuseppe Carta: “Il Sistema idrico integrato approvato dall’assemblea dei sindaci prevede che il costo della depurazione e del servizio idrico vada smaltito fra l’utenza, quindi nel caso in cui i privati non fossero soci utenti, pagherebbero solo il canone che sarebbe in quel caso stimato dall’Arera e quindi il depuratore non potrebbe più vivere solo con la bolletta dei cittadini di Priolo. La Ternullo vada a rivedersi la questione prima che la legge passi, perché sarebbe un disastro per tutti i cittadini della zona industriale”.


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