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De Simone: “L’esclusione di Siracusa dai fondi regionali per le aree artigianali è un dato che non possiamo ignorare. Serve una svolta vera”

De Simone sottolinea l’importanza di attrarre imprenditoria di rango per potenziare le imprese locali e le eccellenze del territorio

L’esclusione di Siracusa dalla graduatoria regionale per la riqualificazione delle aree artigianali conferma ciò che si percepisce da anni: la città è fuori dai processi che generano sviluppo reale. Per il consigliere comunale Damiano De Simone è il risultato di 15 anni di gestione amministrativa senza una strategia per il comparto artigianale.

“L’esclusione di oggi è il risultato di una scelta politica precisa: quella di non scegliere – afferma De Simone – In quasi quindici anni non è stata mai individuata né riconosciuta un’area destinata all’artigianato. Non è un’omissione tecnica, è una mancanza di visione. L’artigianato è struttura portante dell’economia locale, presidio di occupazione e identità produttiva”.

A pagarne il prezzo sono le imprese del territorio, che da oltre un decennio affrontano costi e incertezze senza un contesto adeguato per crescere.

“Chiedono condizioni minime per lavorare e crescere: spazi attrezzati, infrastrutture, semplificazione, interlocuzione con le istituzioni e connessioni virtuose con altri territori. Tutto ciò è assente e adesso è tempo di reagire e cambiare”.

De Simone sottolinea l’importanza di attrarre imprenditoria di rango per potenziare le imprese locali e le eccellenze del territorio: “Investimenti qualificati non sono in concorrenza con il tessuto produttivo esistente, ma il moltiplicatore. Portano know-how, reti commerciali, innovazione. Se creiamo gli strumenti adeguati, le nostre aziende potranno crescere e accedere a mercati più ampi”.

La proposta di De Simone è un piano di rilancio che metta l’artigianato al centro, in connessione con le vocazioni del territorio. “Serve competenza, responsabilità e una strategia di lungo termine. La politica metta gli strumenti sul banco e apra il territorio alle sinergie. Siracusa deve riappropriarsi del ruolo di capoluogo in chiave di regia dell’intera provincia, motore di sviluppo in sinergia gli altri comuni cui vanno potenziate le diverse vocazioni. L’esclusione dai fondi regionali deve diventare l’occasione per ripartire con metodo. L’obiettivo è uno solo: rifare grande Siracusa”.


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