Si apre uno spiraglio di confronto sul futuro dell’Istituto Rizza e, più in generale, sul dimensionamento scolastico in provincia di Siracusa.
Dopo settimane di tensioni, polemiche e prese di posizione anche molto dure, il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, ha annunciato l’istituzione di un tavolo di “trattativa” con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative che consentano di raggiungere gli stessi risultati economici senza svuotare il dibattito di dati e numeri. Una scelta che arriva al termine di una campagna di ascolto e confronto durata quattro mesi e mezzo.
“Le decisioni assunte – ha chiarito Giansiracusa – non sono legate solo a un dissesto finanziario, ma a criteri di buona amministrazione, ispirati al comportamento del buon padre di famiglia”. Tra gli obiettivi dichiarati, anche quello di destinare parte delle risorse risparmiate a interventi di manutenzione minuta sugli edifici scolastici. Nel corso del dibattito, però, non sono mancate critiche e timori. È stato sollevato il tema della funzione sociale dell’istituto, in particolare per i tanti ragazzi della borgata che frequentano una scuola vicino casa. “Ho chiesto numeri precisi su questo aspetto – ha sottolineato però Giansiracusa – ma non ho ricevuto risposte”.
A dare voce alle preoccupazioni del mondo scolastico è stata la vicepresidente e moderatrice Angela Bruno, che ha parlato apertamente di “sfratto”, evidenziando il rischio di uno svuotamento progressivo dell’identità dell’istituto. Critico anche il consigliere provinciale Cosimo Burti, secondo cui un confronto di questa portata avrebbe dovuto svolgersi in aula consiliare della Provincia e non in un’aula magna scolastica.
Molti interventi, inoltre, hanno insistito sul valore del patrimonio immateriale rappresentato dalle scuole storiche, esprimendo il timore che l’“anima” della città possa essere indebolita e che lo stesso Rizza, perdendo iscritti, possa andare incontro a un lento declino. Sul piano politico, Francesco Italia ha difeso il metodo del confronto pubblico: “Trovare qualcuno che si espone in un’assise del genere è eticamente indispensabile. Giansiracusa ha resistito a molti tentativi di condizionamento esterno e ha dimostrato capacità di ascolto. Piuttosto che colpirlo con insulti, proponiamo soluzioni concrete”.
Ancora più netto Salvo Cannata, consigliere delegato all rubrica Politiche scolastiche, che ha definito “assurda” una limitazione territoriale nel sistema scolastico, ricordando come l’abbandono scolastico negli ultimi dieci anni abbia raggiunto livelli “terrificanti” a Siracusa e in provincia, con conseguenze che oggi si stanno pagando.
In chiusura, Giansiracusa ha ribadito che le proposte avanzate finora dall’Istituto Rizza sono “irricevibili per molti motivi” e che il tema non può essere affrontato su un piano emotivo o ideologico. Da qui la proposta di un tavolo tecnico-politico che coinvolga il Consiglio provinciale e tutti i dirigenti scolastici, con l’obiettivo di arrivare entro un mese a soluzioni alternative fondate su dati, numeri e sostenibilità. “Se anche i deputati regionali vorranno dare il loro contributo – ha aggiunto – sarà il benvenuto. Ma il confronto deve restare razionale e orientato ai risultati”.
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