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Disabilità ai tempi del Covid. La storia di Daniela e Maria, due mamme che combattono per una vita “normale”

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Daniela Bellofiore e Maria Minniti sono donne e mamme, ma soprattutto sono eroine del giorno d’oggi, e quindi di una società sempre più liquida. Una realtà troppo grande per un mondo che corre sempre più velocemente, contrariamente ai loro figli che invece, ogni giorno, lottano per una vita che qualcuno definirebbe “normale”. Eppure di “normale” in questa società del 2021 c’è davvero poco. Sì, potrebbe sembrare una frase fatta, ma potremmo definire “normale” un mondo che bullizza le persone con disabilità? Un mondo che si fa forte davanti ai deboli o che addirittura non li vede per nulla?

Un mondo ingiusto che, però, diventa un po’ più umano grazie anche a Daniela e Maria. Due donne carismatiche che, nel loro piccolo, ogni giorno, lanciano il cuore più in là, oltre l’ostacolo, dove c’è la vita che non corre, che va più piano, ma che c’è. Esiste, esiste meravigliosamente.

Un micro mondo di cui fanno parte Rosetta e Giuseppe di 3o e 24 anni, e Chiara di 22 anni. I primi due figli di Daniela, l’ultima figlia di Maria. Le due mamme sono presidenti di associazione, rispettivamente Diversabili Padre Pio Floridia e Diversamente uguali APS e sono donne che hanno messo, ciascuna a modo proprio, una tacca nella lotta alla rincorsa della quotidianità.

Daniela, 30 anni fa, è riuscita a far ammettere all’asilo la figlia gravemente disabile. Un traguardo negli anni ’90, quando chi viveva questo problema era più comune che rimanesse in casa, nascosto o protetto, dalla vita. Daniela ha anche un secondo figlio, Giuseppe. Lui è autistico e ha qualche difficoltà di movimento. Ma l’autonomia è importante, e Daniela lo sa. Proprio per questo, pur con tutte le paure del caso, Daniela ha imparato a lasciarlo andare, ad abituarlo a fare le commissioni quotidiane, seppur guardandolo da lontano. Un po’ come fanno tutte le mamme con i bambini piccoli.

Maria è una donna sulla 50ina che, ai tempi del Covid, è tornata tra i banchi di scuola con la sua Chiara grazie alla didattica a distanza, che per un verso ha chiuso la famiglia in casa, ma dall’altro ha anche contribuito a far entrare in classe la donna e, probabilmente, anche a tranquillizzarla.

“Quando Chiara si collegava – dice Maria – io vedevo negli occhi dei ragazzi, tramite gli schermi, che erano contenti di vederla”. Un messaggio di integrazione importante che entrambe vogliono lanciare. “I miei figli sono sempre stati visti come Giuseppe e Rosetta, non come ragazzi con disabilità”, spiega Daniela.

Entrambe concordano su una cosa: “I ragazzi di oggi sono ben predisposti verso la disabilità”, dicono. Anche se Daniela racconta, purtroppo, di qualche piccolo episodio di bullismo. Loro, però, vogliono essere positive. Per il presente e per il futuro. E allora la speranza è che quel mondo ingiusto piano piano diventi sempre più giusto proprio grazie a Daniela e Maria e a tutte le donne come loro. Le eroine – silenziose – di tutti i giorni.

Oriana Gionfriddo

Oriana Gionfriddo

Giornalista pubblicista dal 2018, laureata in Sociologia con un master in Social Media al Sole 24 Ore. In redazione dal 2020, racconta il sociale e le storie del territorio ed è specializzata…

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