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Disattese disposizioni anti covid per la festa di San Paolo a Palazzolo e l’arcivescovo sospende le messe

A far arrabbiare il vescovo la partecipazione del parroco al "viaggio scalzo" di numerose donne

Foto Amato e Stella, dentro e fuori la chiesa

L’arcivescovo Salvatore Pappalardo ha disposto la sospensione delle celebrazioni eucaristiche nella chiesa di San Paolo apostolo a Palazzolo, dopo avere appreso che dietro il parroco Padre Gianni vi fosse una breve processione autonoma di devoti attorno alla piazza adiacente la basilica.

Eppure domenica era stato addirittura convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza per consentire ai fedeli di venerare il Patrono in sicurezza, ma senza svelata, processione e quei riti che hanno fatto conoscere la festa in tutto il mondo. Una festa che, a dire il vero, stava procedendo bene e all’insegna delle linee anticovid, con le forze di polizia e il comitato che hanno cercato di evitare assembramenti, messe contingentate e riti in chiesa.

A un certo punto il parroco però ha annunciato che alle 13 ci sarebbe stata una breve processione attorno alla piazza, per recitare un rosario. E così si è posto in testa al corteo con la reliquia in mano e ha dato vita alla breve processione. Magari quel gruppo di devoti avrebbe lo stesso fatto il giro a piedi per devozione, ma la presenza immortalata sui social del parroco, che era stato invitato ad astenersi e che ha fatto recitare il rosario ai presenti, ha portato il vescovo alla decisione di sospendere le messe in onore di San Paolo, in attesa di ragionare su misure ancora più restrittive sul contingentamento durante l’Ottavario o il Novenario. Sui social però, tra i fedelissimi, monta la polemica: tanto chiasso per una processione di fede, tanto silenzio per assembramenti della movida.

Nel decreto dell’arcivescovo si motiva la scelta di sospendere per il momento ogni celebrazione con “la difficoltà a gestire l’afflusso dei pellegrini nella chiesa di San Paolo, essendo state disattese le precedenti disposizioni in materia”.

Il coro parrocchiale San Paolo Apostolo si dice però vicino a padre Gianni Tabacco. “Non canteremo ad alcuna celebrazione fino al ritorno del nostro parroco e non consentiamo a terzi l’uso del nostro impianto acustico – si legge in un post su Facebook – Siamo solidali ad un buon prete esageratamente punito in quanto colpevole solo di voler accontentare almeno un po’ i suoi figli. Colpevole di non saper dire di no. Noi siamo scioccati come tutti per l’eccessiva punizione data non solo a padre Gianni, ma a tutto il popolo di Dio che frequenta la sua parrocchia. Dopo mesi di paura e reclusione era fortissimo il bisogno del popolo palazzolese (che è stato forse il più ligio durante la quarantena) di rincontrare la propria identità culturale”.


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