Discarica Cisma di Melilli. Assolto l’ex presidente Crocetta: “è stato uno dei martirii che ho dovuto affrontare”

L’ex governatore è stato assolto perché il fatto non costituisce reato

Il gup di Catania ha assolto l’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, dall’accusa di abuso in atti d’ufficio, e il tecnico Salvatore Maria Zaccaro, che era imputato di falso. La vicenda riguarda l’ordinanza che fu emessa nel 2016 dall’allora governatore per la proroga della discarica Cisma Ambiente di Melilli.

La Procura etnea iscrisse nel registro degli indagati 12 persone, Crocetta e Zaccaro hanno optato per l’abbreviato. L’ex governatore è stato difeso dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Floriana Cucuzza, Zaccaro dall’avvocato Fabrizio Biondo ed è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.

“Assolto. Anche questo è stato uno dei martirii che ho dovuto affrontare – le parole dell’ex presidente affidate alla pagina Facebook – Era l’estate 2016. La Sicilia era invasa dai rifiuti. Ho rinunciato alle mie ferie e mi sono messo a lavorare giorno e notte per togliere i rifiuti dalle strade. Riuscimmo a levare i rifiuti, ma mi trovai indagato a Catania per un’ordinanza. In questi anni non ho mai smesso di credere nella giustizia e ieri con la mia assoluzione ne ho avuto conferma. Ringrazio i miei avvocati, in particolare l’avv. Vincenzo Lo Re per il loro impegno e la loro grande professionalità”.

Per la Procura, l’ampliamento della discarica di Melilli nel luglio del 2016, sarebbe stato viziato da carte dubbie per fare apparire regolari i procedimenti in regime di urgenza, firmati dall’ex governatore siciliano Rosario Crocetta che era imputato per abuso in atti d’ufficio per avere autorizzato il conferimento di quasi settemila tonnellate di rifiuti.

L’inchiesta di Catania si muove su due fronti: il primo è quello che riguarda le autorizzazioni firmate a Palermo. Nel pieno dell’emergenza, il 19 luglio 2016, la Cisma inoltrò una richiesta di autorizzazione per “un impianto di trattamento del rifiuto indifferenziato e per la successiva stabilizzazione organica”. Pochi giorni dopo, in tempi brevi, Crocetta diede il via libera.

Con un’ordinanza “contingibile e urgente” del presidente della Regione venne nei fatti concesso che una parte delle circa 6 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani prodotti giornalmente in Sicilia venissero conferiti, e successivamente abbancati, nella discarica di Melilli, autorizzata fino a quel momento soltanto per ricevere rifiuti speciali.

Attorno alla Cisma (già nel 2015 oggetto di interdittiva antimafia della prefettura di Siracusa, poi sospesa dal Tar e infine ritirata) ruota anche l’inchiesta “Piramidi” su un “sistema perverso di connivenza e affari tra imprese controllate da Cosa nostra e funzionari pubblici infedeli. Nell’operazione “Piramidi”, nel marzo 2017, furono arrestati Antonino e Carmelo Paratore, proprietari di Cisma, ritenuti legati al boss Maurizio Zuccaro, della famiglia Santapaola, per il quale agivano anche quali prestanome.

Gli altri imputati rinviati a giudizio che subiranno un processo con rito ordinario sono l’ex direttore generale del dipartimento rifiuti Maurizio Pirillo, il funzionario regionale Maurizio Verace, il capo dell’ufficio tecnico del Comune di Melilli Salvatore Salafia che avrebbe dato parere positivo al progetto. Coinvolti anche i vertici della Cisma, Antonino e Carmelo Paratore, la direttrice responsabile della società Agata Di Stefano e il dipendente Davide Galfo; i professionisti incaricati da Cisma di effettuare le consulenze: Giorgio Bonuso, direttore dei lavori, e Giuseppe Puleo, entrambi per conto della società Lia srl incaricata da Cisma di redigere i progetti; Fabio Nicita, consulente per la relazione geologica.


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