È finita! Il Consiglio comunale di Siracusa si stacca la spina da solo. Decadrà secondo legge regionale |Il resoconto della seduta

Lunedì, con quasi assoluta certezza, suonerà l’ultima campanella e si farà l’ultimo appello

Clima da ultimo giorno di scuola in Consiglio comunale. In aula 26 presenti rispetto ai 32 consapevoli di essere stati bocciati. Anzi, di aver perso l’anno (3 anni, se il sindaco Italia resisterà tanto) a causa di superficialità, inesperienza e un grosso debito in aritmetica.

Anche perché, tolto qualcuno che gioisce da tempo per il risultato ottenuto (forse convinto di studiare meglio per poi presentarsi a sindaco), quasi tutti hanno provato a ribaltare il risultato. Ma non c’è Alessandro Borghese e questo ristorante chiuderà i battenti. Hanno tentato di forzare la mano restando nei limiti di legge, ma quella legge crocettiana assurda che prevede la decadenza del Consiglio e non del sindaco non è stata modificata da questa legislatura regionale, che di problemi ne ha già fin troppi. Così, ieri, a meno di sorprese, il canto del cigno è stato servito.

Prima e dopo sorrisi per sdrammatizzare, nel mezzo una seduta con poca carne al fuoco ma che sancisce la fine ingloriosa per un’assise che di certo verrà ricordata nella storia cittadina. L’autogol della non approvazione del bilancio per un mero errore di calcolo dei presenti in aula sancisce uno dei momenti più bassi per la politica siracusana. Un Consiglio di molto rinnovato rispetto al precedente da cui ci si aspettava una ventata di freschezza e che invece è finito ingrovigliato su se stesso in un clima burrascoso. Un Consiglio che adesso che verrà sciolto porterà via con sé tante storie, personali e politiche.

Perché dal giorno successivo in cui l’assessorato alle Autonomie locali firmerà l’atto di scioglimento, qualcosa cambierà nella vita dei 32. C’è chi dovrà nuovamente trasferirsi fuori città per lavoro, ci sarà chi prematuramente ha visto interrompersi la “carriera” politica, chi ci riproverà sperando che il tempo cancelli l’onta della vergogna per essersi mandato a casa da solo su un bilancio inizialmente con parere positivo dei revisori e in gran parte comunque attribuibile alla precedente amministrazione e consiliatura.

Ma c’è anche chi vede arenarsi battaglie politiche, personali o di gruppo che oggi non avranno più il megafono dell’aula, ma forse solo qualche post sui social. C’è tanto. E tanto verrà a mancare, compresi i teatrini della politica, belli o disdicevoli, che riempiono le pagine dei giornali.

Lunedì, con quasi assoluta certezza, suonerà l’ultima campanella e si farà l’ultimo appello per discutere un punto sull’acquisizione di alcune strade da parte del Comune. Poi un ultimo saluto e altre 32 strade si separeranno. Per quanto saranno solo i tempi della politica (o forse del Tar) a stabilirlo.

 

Luca Signorelli e Giulio Perotti


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