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Economia: Imprese Schiacciate Dalla Crisi Economica E Dalla Serit

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Vita difficile per le Piccole e Medie Imprese Artigiane della provincia di Siracusa, sottoposte, in questi ultimi anni, al fuoco concentrico su più fronti, che ne stanno indebolendo visibilmente la tenuta e in molti casi ne stanno decretando anche la scomparsa.

Due principalmente gli attacchi che stanno interessando il mondo delle Piccola Impresa che, vale la pena ricordare, rappresenta il motore trainante dell’economia reale del nostro Paese. Da una parte, una crisi economica globale che non sta risparmiato l’Italia e che si aggiunge alle altre difficoltà che il nostro settore già vive, come l’inflazione crescente a fronte di una domanda interna ferma, la crescita zero, l’aumento dei prezzi delle materie prime e le speculazioni ad esso collegate, causa primaria di quei processi di indebitamento, anche per quanto riguarda le contribuzioni previdenziali, che stanno mettendo in ginocchio le Imprese.

Dall’altra, a fronte di questi indebitamenti, in particolare con l’INPS, una stilettata non indifferente arriva dall’azione di recupero forzato, mediante ruoli esattoriali, da parte della SERIT, la società di proprietà della Regione incaricata della riscossione anche degli oneri previdenziali a partire dal 1997.
In pochissimo tempo, pertanto, considerati questi fattori non indifferenti di crisi, le Imprese si sono indebitate fortemente, a loro volta, con la SERIT, e il sistema di incasso coattivo dei crediti dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, regolamentato da norme nazionali, di fatto, ha permesso un aumento sostanziale delle somme dovute, tanto che soli in pochissimi piccoli imprenditori sono riusciti a regolarizzare la loro posizione.

Le migliaia di imprese, al contrario, che non hanno potuto far fronte a questi adempimenti, adesso si trovano un debito maggiore di quello notificato (con l’applicazione di interessi stratosferici) e in molti casi l’importo, avendo superato determinati limiti, ha fatto maturare il blocco amministrativo dei mezzi di trasporto e di lavoro, oppure l’iscrizione ipotecaria dei beni immobili.

Un sistema che sta drammaticamente bloccando o limitando l’attività e la libertà d’impresa di moltissime aziende che, in virtù di ciò, non possono, tra le altre sventure, chiedere prestiti né alle Banche né ai Consorzi Fidi o alla CRIAS (quest’ultima, poi, registra un ritardo di sei mesi nella erogazione delle somme di competenza delle aziende, ed un gap fra quanto stanziato ed il numero di imprese, che nell’ultimo periodo è notevolmente cresciuto), a causa degli immobili ipotecati, così come, non avendo la regolarità contributiva (DURC), non possono ottenere commesse sia pubbliche che private.

E il dato in una provincia, quella di Siracusa, che si trova al 12° posto nella classifica nazionale dei protesti e al 2° posto di quella regionale, è più che preoccupante, ammontando a svariati milioni di euro, segno di un malessere in continua ascesa.
Per questo, di fronte ad una situazione così delicata e al rischio di un crollo del sistema della rete delle Piccole e Medie Imprese Artigiane, che richiede scelte e misure coraggiose da parte del Governo anche attraverso la costituzione di una fondo di garanzia ai Consorzi Fidi, per facilitarne l’accesso al credito e rilanciarne la capacità competitiva, la CNA avanza una serie di proposte che possano rimettere queste imprese sul mercato.

Nello specifico:
1. Va chiesto con forza alla SERIT l’annullamento delle ipoteche e dei fermi amministrativi e la sospensione di tutte le cartelle per un anno, così come recita l’art. 7 del D.Lgs. n. 46 del 26/02/1999;
2. Va avviata una ricostruzione dei debiti contributivi per artigiani e commercianti, simile a quella fatta per gli agricoltori. Tale operazione deve coinvolgere l’INPS, le Banche, le Associazioni di Categoria e i creditori, secondo i seguenti punti:
• le Associazioni di Categoria raccoglieranno le adesioni delle Imprese che vogliono avviare la ristrutturazione (si possono ristrutturare i crediti sino al 31/12/2007 perché già a ruolo);
• l’importo complessivo sarà pari all’intera sorte capitale, più le sanzioni notevolmente ridotte (contribuzione integra per la pensione);
• l’INPS dovrà affinare le posizioni debitorie epurandole, ad esempio, da condoni o rateizzazioni precedenti già regolarizzati ma non ancora inseriti o addirittura messi a ruolo. In questi casi è fondamentale il ruolo delle Associazioni di Categoria;
• Consorzi Fidi e/o CRIAS e/o Banche liquideranno direttamente all’INPS che procederà a sistemare la posizione contributiva.

Pochi ma fondamentali punti che, a nostro giudizio, rappresentano l’unico modo per definire in modo agevolato la questione dei debiti INPS cartolarizzati dalla SERIT.

Complessivamente poi, come abbiamo già avuto modo di illustrare in questi ultimi mesi, di fronte ad una crisi che sempre più rischia di far saltare quell’economia reale che manda avanti il nostro Paese, occorre individuare politiche industriali coerenti e attivare sostegni alle imprese anche attraverso la detassazione del costo del lavoro, oltre ad avviare processi di innovazione, di formazione e aggiornamento continuo, di sostegno alla ricerca, e di potenziamento della presenza sui mercati mondiali, favorendo la promozione dei prodotti locali e la loro internazionalizzazione.