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Eligia e Loredana, la storia di due donne vittime di femminicidio

Loredana ed Eligia non si sono mai conosciute. Non sapevano l’una dell’esistenza dell’altra. Ma ci piace pensare che in un mondo ideale, le due si siano scambiate qualche sorriso. Gli stessi sorrisi di cui le rispettive famiglie sono stati privati

Due storie diverse. Due donne diverse. Due donne che oggi non ci sono più. Entrambe vittime di uomini che le hanno strappate alla famiglia, ai sogni e alla speranza. Loredana ed Eligia non si sono mai conosciute. Non sapevano l’una dell’esistenza dell’altra. Ma ci piace pensare che ieri, in un mondo ideale, le due si siano scambiate qualche sorriso. Gli stessi sorrisi di cui le rispettive famiglie sono stati privati.

Loredana Lopiano ed Eligia Ardita non ci sono più. Ma ieri mattina, durante un evento dell’Asp in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, i loro nomi, il loro ricordo, le loro storie erano presenti e vivi tra le mura dell’ospedale Umberto I (sede di un flashmob per dire “no” alla violenza).

Massimo Cimino ha la voce che trema per l’emozione quando parla di Loredana, la donna che ha sposato e che gli hanno portato via. Mamma, infermiera e moglie: Loredana era una donna multitasking come molte altre, ma soprattutto era una donna piena d’amore:

si prendeva cura delle nostre figlie e dei suoi pazienti con il cuore”.

Quella mattina del 27 settembre del 2018 ad Avola Loredana stava uscendo da casa – come tutti i giorni – quando è stata raggiunta da alcune coltellate che non le hanno lasciato scampo. Per il suo omicidio è stato condannato a 30 anni di carcere Giuseppe Lantieri, 23enne, ex fidanzato di una delle figlie di Loredana. E il marito oggi si trova davanti a un’altra vita:

“Oggi mi trovo a fare da mamma e da papà e non è per nulla facile. Ma io ci sono e questo voglio che per le mie figlie sia chiaro: io ci sarò sempre per loro, per qualsiasi cosa abbiano bisogno”.

Massimo, in questi lunghi anni, ha vissuto il dolore in forma molto privata e riservata, cercando di dare tutto sé stesso per le due ragazze che adesso sta crescendo da solo e che diventano, pian piano, donne.

La famiglia Ardita, invece, dal dolore della perdita ha trovato la forza per sostenere gli altri, restando sempre in prima linea nella lotta contro la violenza. Dopo la morte di Eligia, infermiera anche lei, uccisa dal marito Christian Leonardi (condannato all’ergastolo), e della piccola Giulia che portava in grembo, hanno dato vita a una fondazione per aiutare le donne. E Luisa è agguerrita:

“Abbiamo deciso di portare avanti la missione cominciata da mia sorella. Eligia poco prima di morire si era iscritta a un corso per riconoscere le vittime di violenza, e aiutarle. Noi non ci fermeremo, perché ogni donna deve sentirsi supportata e deve ambire a sentirsi sempre libera”.

Luisa ha deciso di chiamare la propria figlia come la zia che non ha mai conosciuto.

“Quando la chiamo penso: chissà chi si gira delle due. Si gira mia figlia e io mi ricordo di quando mia mamma, mio papà e mio fratello parlavano in casa con mia sorella”.

Una sorella che oggi non c’è più, ma che vede negli occhi della figlia.


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