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Embargo russo e crisi del petrolchimico. Oggi Consiglio comunale aperto a Priolo, il sindaco Gianni scrive a Musumeci: “lo stato di disattenzione e abbandono diventa tragedia”

Alla seduta sono stati invitati i deputati regionali e nazionali della provincia di Siracusa, i segretari comunali e provinciali dei partiti, le organizzazioni sindacali, i sindaci e i presidenti del Consiglio comunale di Siracusa, Melilli, Augusta, Floridia, Solarino e le forze di Polizia

Consiglio comunale aperto, stasera alle 19 nell’aula consiliare del Comune di Priolo, sul tema dell’embargo del petrolio russo e sul futuro incerto per la raffineria Lukoil e l’indotto del petrolchimico. Alla seduta sono stati invitati i deputati regionali e nazionali della provincia di Siracusa, i segretari comunali e provinciali dei partiti, le organizzazioni sindacali, i sindaci e i presidenti del Consiglio comunale di Siracusa, Melilli, Augusta, Floridia, Solarino e le forze di Polizia. Il sindaco Pippo Gianni, intanto, ha scritto una lettera al presidente della Regione Nello Musumeci e per conoscenza ai componenti del Governo nazionale.

Lungi da considerazioni di natura personale ma per la responsabilità connessa al ruolo istituzionale che ricopro, sono obbligato nell’interesse dei siciliani e dei miei concittadini in particolare, ad evidenziare lo stato di disattenzione politica e amministrativa del Suo Governo davanti ad uno scenario sociale martoriato prima dai disastri della pandemia ed ora dai disastri della guerra.

A distanza di quasi un anno dall’approvazione del PNRR e dall’emanazione delle linee programmatiche di attuazione da parte del Governo centrale, la Sicilia a causa dell’incapacità manifesta della classe politica che la governa rimane fuori dalla partecipazione alle opportunità offerte dall’Unione Europea.

Dalle interlocuzioni di natura tecnico operativa intercorsi i diversi rami dell’Amministrazione regionale interessati all’attuazione del PNRR relativamente alle azioni di competenza del Ministero per la Coesione Territoriale, è emerso con inconfutabile certezza lo stato di inefficacia e, a dire il vero, di confusione, a causa del quale mentre la maggior parte delle Regioni italiane in perfetta sintonia con i loro Comuni, le Amministrazioni pubbliche presenti nel territorio e le Forze sociali, procedono ad elaborare progetti ed iniziative che opportunamente valutate vengono inserite nella programmazione del CIPE, la Sicilia rimane fuori da ogni opportunità, tenuto conto anche del fatto che le poche in iniziative promosse nel settore dell’agricoltura sono state bocciate.

Lo stato di disattenzione e di abbandono diventa tragedia per le popolazioni del Comune di Priolo Gargallo e dei Comuni limitrofi ubicati ai margini della più grande area industriale del Paese, allorquando cessati gli effetti letali della pandemia si è presentato il mostro della guerra con le prevedibili disastrose conseguenze economiche per i lavoratori delle raffinerie e delle loro famiglie.

Non è tollerabile la disattenzione del Governo regionale da Lei presieduto e tantomeno l’atteggiamento di inerme attesa davanti alla possibilità reale e di quasi immediata attuazione di quei processi virtuosi che permetterebbero con le risorse economiche comunitarie di percorrere la strada della riconversione industriale dell’area interessata in perfetta sintonia con l’obiettivo della transizione energetica e, non di meno, l’attivazione delle iniziative necessarie al miglioramento delle condizioni ambientali e, quindi, della salute delle popolazioni.

Ad onore del vero occorre evidenziare la disponibilità politica ed amministrativa messa in campo dall’Assessore allo Sviluppo Economico, on. dott. Mimmo Turano, che ha partecipato a tutte le riunioni con le parti sociali e datoriali, per il riconoscimento dell’area di crisi industriale di Priolo Gargallo il cui risultato potrebbe essere il dato da cui partire stante che il percorso che porta a detta dichiarazione indica le azioni risolutorie corredate dai progetti di massima da porre in essere immediatamente  e che per i loro contenuti e i loro obiettivi sono in perfetta sintesi con  le linee di intervento previste in materia dal Piano Nazionale per la Coesione Territoriale e la Transizione Energetica dettate dal Pnrr.

Non di meno sarebbe auspicabile un autorevole intervento del Governatore della Sicilia nell’ambito delle iniziative con le quali la Commissione Europea affronterà nella seduta di fine giugno il problema relativo alle eventuali deroghe di ottemperanza al rispetto dell’embargo petrolifero che dovrebbe attuarsi a decorrere da gennaio 2023 e quello relativo alla possibilità di deliberare un canale di garanzia bancaria per le aziende che come la Lukoil hanno la necessità di acquisire la materia prima presso fornitori diversi dalla Russia.

Occorre solo un rigurgito di dignità politica da parte del Governo per mettere insieme organicamente dette proposte e includerle in un crono programma esecutivo sul quale l’Amministrazione regionale è tenute solamente ad esprimere una manifestazione di interesse ed un parere di fattibilità economica.

Per le popolazioni siciliane il PNRR che costituisce sicuramente uno strumento innovativo nell’ambito della politica economica dell’Unione Europea, è la risposta storica a quell’annosa tematica della “Questione meridionale” che ci portiamo dietro irrisolta da quasi un secolo”.


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