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Emergenza Covid a Francofonte, i consiglieri di opposizione chiedono la convocazione del Consiglio comunale

I consiglieri di minoranza puntano il dito contro il presidente del civico consesso che a loro dire non avrebbe dato seguito alla riunione dei capigruppo

La convocazione del Consiglio comunale tarda ad arrivare e i consiglieri di opposizione di Francofonte mugugnano contro il presidente del civico consesso.

Amedeo Castania, Angela Cunsolo, Coletta Dinaro e Concetta Falcone puntano il dito contro il presidente del Consiglio comunale che a loro dire non avrebbe dato seguito alla riunione dei capigruppo avvenuta a inizio mese.

Purtroppo – dicono – anche in questo clima di allarme sociale e sanitario, abbiamo assistito all’ennesimo attacco alla democrazia. Nonostante, infatti mercoledì 4 novembre si sia svolta, su richiesta dei consiglieri comunali d’opposizione, una riunione dei capigruppo per parlare della grave situazione che sta attraversando il nostro paese a causa della pandemia e nonostante, durante l’incontro il capogruppo Coletta Dinaro abbia ufficialmente invitato il presidente del consiglio a convocare nel più breve tempo possibile un consiglio comunale per discutere tutti insieme su possibili azioni utili al contenimento del contagio sul nostro territorio, ad oggi nessuna convocazione è pervenuta.”

I quattro consiglieri ritengono che la situazione emergenziale che la città di Francofonte sta vivendo non possa essere gestita solo dal sindaco e dalla sua maggioranza, ma dall’intero Consiglio comunale che rappresenta e dà voce all’intera popolazione.

Noi siamo convinti – proseguono – che in questo momento l’unione e l’ascolto di tutti i rappresentanti possa essere solo  d’aiuto per dare alla cittadinanza il supporto giusto per poter affrontare oggi e domani la situazione attuale. Ad oggi 14 novembre, mentre la pandemia corre, non si ha nessuna notizia se e quando il Presidente intenda convocare il Consiglio comunale, in presenza o da remoto, proprio in un momento come questo in cui l’unione diventa indispensabile, è quindi del tutto ingiustificabile e censurabile, non solo come rappresentanti dei cittadini, ma come cittadini stessi. Le nostre proposte, che per sommi capi abbiamo espresso in sede di riunione dei capi gruppo (convenzioni per tamponi gratuiti, individuazione di valide modalità di tracciamento dei positivi al covid, sensibilizzazione ed educazione del cittadino con una campagna ad hoc nel rispetto delle norme etc….) e che avremmo ulteriormente sviluppato nella sede deputata al confronto e alle decisioni, sono valide e auspicabili. Metterci da parte, quindi costituisce l’ennesima palese negazione ad ogni fattiva collaborazione nell’interesse della nostra collettività“.


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