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Europa Verde Siracusa chiede al Comune un cambio di passo su gestione rifiuti

Il partito ambientalista inoltre ribadisce il proprio "no" sia all'ipotesi termovalorizzatore, sia a quella di trasportare i rifiuti fuori regione

Europa Verde Siracusa si dichiara contraria all’incenerimento e al trasporto fuori regione dei rifiuti e chiede all’Amministrazione comunale un cambio di passo decisivo per aumentare la percentuale di frazione umida (tramite compostaggio di comunità e piccoli impianti comunali), per diminuire la quantità di rifiuti prodotti (attivando una campagna di sensibilizzazione, coinvolgendo le associazioni, dando impulso al comitato per la raccolta differenziata, revisionando la Carta dei Servizi prevista dal Capitolato di Appalto) e chiedendo all’amministrazione l’attivazione di un servizio di volontariato ambientale con la collaborazione degli studenti, delle scuole, della polizia ambientale, degli ispettori ambientali volontari.

Negli ultimi mesi in Sicilia si è purtroppo ritornati a parlare della possibilità di costruire inceneritori e di trasportare all’estero i rifiuti solidi urbani prodotti nell’Isola. Questa politica emergenziale di gestione dei rifiuti, perpetuata dal governo regionale Musumeci, si protrae ormai da anni. Una gestione che dissipa risorse europee e regionali a danno dell’intera collettività. Europa Verde Siracusa è totalmente contraria sia all’incenerimento dei rifiuti (e, di conseguenza, alla costruzione di un inceneritore nella provincia di Siracusa) sia al trasporto dei rifiuti in altre regioni/nazioni.

Una riflessione – dicono i due portavoce siracusani Salvo La Delfa e Giusi Nanè – va fatta su come si debba procedere a livello comunale e su cosa sia necessario attuare a breve per aumentare il più possibile la percentuale di raccolta differenziata del comune di Siracusa ed evitare situazioni emergenziali. Dall’analisi fatta si rileva che è necessario un cambio di passo decisivo e sostanziale da parte dell’amministrazione comunale.”

Nonostante il significativo incremento della percentuale della raccolta differenziata osservato negli ultimi anni  (nel 2017 era 7,8%, nel 2018 17.94%, nel 2019 27.57%  e nel 2020 41.20%) “la percentuale di raccolta della frazione umida nel comune di Siracusa – proseguono – ha avuto un tasso di crescita relativamente basso (dallo 0% del 2017, al 4,9% del 2018 al 6,1% nel 2019 all’11,20% nel 2020) e la quantità di rifiuti prodotta da ciascun abitante per anno  ha subito solo una leggera flessione  passando da 543 kg nel 2017, a 538 kg nel 2018, a 522 kg nel 2019 e a 486 kg nel 2020 (in questo ultimo dato si deve considerare il contributo dell’emergenza Covid). Inoltre, nonostante l’incremento dei quantitativi inviati a riciclo si osserva una bassa qualità delle frazioni del rifiuto urbano differenziato.”

Dati che portano il partito ambientalista a formulare alcune proposte all’Amministrazione comunale da attuare al più presto nel tentativo di aumentare i valori degli indicatori della gestione dei rifiuti nei prossimi anni.

È necessario operare in maniera tale da far crescere la quantità di frazione umida raccolta – dicono ancora La Delfa e Nanè -. Dal confronto dei valori della percentuale di raccolta della frazione umida di Siracusa con quella di altri comuni più ricicloni si osserva come per Siracusa il tasso di crescita di raccolta dell’umido rispetto alla raccolta differenziata sia più basso rispetto ad altre città (come per esempio Salerno e Treviso). Per ovviare alla carenza di infrastrutture ed impianti per la frazione umida, al contingentamento dei conferimenti, per ridurre i disservizi e i costi relativi al conferimento, è necessario che il Comune di Siracusa incentivi il compostaggio di comunità, considerate le esperienze positive degli organismi collettivi dell’istituto Einaudi, del vivaio di via di Villa Ortisi, del comune di Ferla, che sono diventate da esempio anche per altre territori. Con un costo di investimento quasi zero (se confrontato ad altre tipologie di impiantistica) il compostaggio di comunità potrebbe essere praticato e gestito senza nessun problema nei tanti e grandi condomini presenti a Siracusa che dispongono di un’area a verde, nelle aree a servizio, con gestione diretta dei cittadini e/o delle associazioni.”

E per Europa Verde, di pari passo alla crescita del compostaggio di comunità, del compostaggio domestico e di quello rurale, l’amministrazione comunale, anche tramite la Società di Regolamentazione e Gestione dei Rifiuti (SRR) dovrebbe richiedere alla Regione, “con la stessa fermezza con cui alcune società chiedono di costruire in tempi brevi inceneritori, l’autorizzazione per dimensionati (piccoli) impianti di compostaggio da posizionare nel territorio agricolo comunale o nell’area d’ambito dell’SRR per trattare la parte rimanente della frazione organica e gli sfalci di potatura. Nonostante siano ormai passati 11 anni dalla pubblicazione dalla legge regionale n. 9 del 2010 che aveva istituito le SRR con lo scopo di disciplinare la gestione integrata dei rifiuti, questo tipo di impiantistica risulta ancora assente nella provincia di Siracusa.”

Ma per il partito ambientalista è anche necessario che il Comune si attivi con una campagna di promozione della riduzione della quantità di rifiuti prodotta da ciascun abitante siracusano per anno, che si è mantenuta pressoché costante negli ultimi anni.

E’ necessario avviare una seria e capillare campagna di informazione – spiegano La Delfa e Nanè -, prevista tra l’altro nel contratto di appalto per la gestione del servizio di igiene urbana, capace di incoraggiare il riuso, la riparazione e il recupero, per dare una seconda o terza vita agli oggetti e ai materiali, l’acquisto dei prodotti alla spina, la riduzione dello spreco alimentare, il vuoto a rendere. Una informazione continua che genererebbe un cambio culturale, che avrebbe risvolti positivi nel prevenire anche il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.”

A tal fine un ruolo fondamentale potrebbe continuarlo ad avere il mondo dell’associazionismo, dei volontari. In questa ottica per Europa Verde il “Comitato città di Siracusa per la raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore” dovrebbe possedere maggiore peso, anche con l’inserimento di altre associazioni presenti nel territorio. Il comitato era stato istituito su richiesta dell’associazione Rifiuti Zero Siracusa con il compito di organizzare un sistema di monitoraggio e di verificare e controllare le prestazioni erogate dal gestore dei rifiuti. E’ necessario procedere alla revisione annuale della Carta dei servizi che, nonostante fosse previsto dal Contratto, non è mai stata rivista.

Un impegno maggiore è richiesto ai cittadini – concludono -, ma soprattutto all’amministrazione comunale, affinché Siracusa possa diventare realmente una città pulita e riciclona.”


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