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Ex idroscalo di Siracusa, Scerra (M5S) chiede chiarezza su voli militari diurni

Da anni chiediamo chiarimenti – prosegue – ma si continua ad andare nella direzione opposta, con decisioni maturate nel silenzio"

L'ingresso dell'Aeronautica a Siracusa

Quello che sta accadendo attorno al distaccamento dell’Aeronautica Militare di Siracusa merita la massima attenzione”. È con queste parole che il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, torna a puntare i riflettori sull’area dell’ex idroscalo di via Elorina.

Nelle scorse ore, il parlamentare ha depositato una nuova interpellanza per chiedere chiarimenti al Ministero della Difesa, dopo che è emersa l’esistenza di un decreto del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, datato 26 marzo 2026, che autorizza lo svolgimento di attività di volo militare a vista diurna (VFR), con aeromobili fino alla categoria AW-139.

Un campanello d’allarme”, lo definisce Scerra, che parla di una scelta “calata dall’alto, senza alcun coinvolgimento della città e delle istituzioni locali”. Il riferimento è al futuro dell’ex idroscalo, da anni al centro del dibattito pubblico cittadino e per il quale, ricorda il deputato, era stata più volte ipotizzata una destinazione a uso civile, come la realizzazione di un waterfront.

Da anni chiediamo chiarimenti – prosegue – ma si continua ad andare nella direzione opposta, con decisioni maturate nel silenzio, nonostante le ripetute richieste avanzate anche attraverso atti parlamentari”.

Secondo Scerra, la possibile trasformazione dell’area in un sito operativo militare pone diverse criticità, soprattutto in relazione alla sicurezza e alla viabilità. “Parliamo di una zona urbana e turistica di pregio, già congestionata, dove eventuali attività operative potrebbero incidere negativamente sulla sicurezza dei cittadini e sulla gestione delle emergenze”, sottolinea il parlamentare pentastellato.

Il parlamentare evidenzia inoltre i possibili riflessi sul piano economico e territoriale, anche alla luce delle attuali tensioni internazionali. “La Sicilia non può diventare un avamposto militare – afferma –. Scelte di questo tipo rischiano di esporre il territorio a ulteriori rischi e di compromettere lo sviluppo locale”.

Da qui la richiesta formale al Ministero della Difesa: “Pretendiamo chiarezza e chiediamo che questa decisione venga rivista, restituendo finalmente l’area alla città di Siracusa, come l’opinione pubblica locale chiede da tempo”.


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