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Ex Province, Schifani assicura: “applicheremo la Delrio”

A questo punto resta solo da capire quando la Regione vorrà indire le elezioni di secondo livello. Vale a dire che presidente e consiglieri provinciali saranno eletti solo dagli amministratori locali, tra sindaco e consiglieri comunali, di ciascun Comune della provincia interessata dal voto

“La riforma del sistema elettorale nelle ex Province è un capitolo chiuso. Se ne riparlerà quando il Parlamento nazionale approverà questa riforma. Intanto, alla scadenza dei commissariamenti daremo attuazione alla legge Delrio, perché siamo tenuti a farlo“. Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani, rispondendo ai giornalisti a margine della visita dello stabilimento 3Sun a Catania.

La decisione del governatore regionale è quasi un atto dovuto dopo che la legge sul ripristino degli enti intermedi per ben due volte è stata bocciata dall’Ars. A questo punto resta solo da capire quando la Regione vorrà indire le elezioni di secondo livello. Vale a dire che presidente e consiglieri provinciali saranno eletti solo dagli amministratori locali, tra sindaco e consiglieri comunali, di ciascun Comune della provincia interessata dal voto.

Il disegno di legge che aveva come tematica il ripristino delle Province è saltato poiché in aula era stato bocciato l’articolo uno del medesimo, che rappresenta il fulcro e la struttura del testo. Con tale bocciatura è impossibile ripetere quanto avvenuto nel 2022, ossia svolgere contemporaneamente due elezioni – allora Nazionali e Regionali, oggi Europee e Provinciali – poiché l’articolo 123 bis del regolamento d’aula (Assemblea Regionale Siciliana ) prevede che “un disegno di legge o qualsiasi altro documento respinto dall’Assemblea non può essere riesaminato nel corso della stessa sessione”.

Ne consegue che il disegno di legge, qualora riproposto, potrà ripartire dalla commissione dal mese di marzo per poi giungere nuovamente in Assemblea. Pertanto, se le dichiarazioni di Schifani dovessero corrispondere al vero proposito, si procederà con le elezioni di secondo livello, altrimenti – se la legge di riforma (a prescindere dalla Delrio) dovesse tornare in aula, resta aperta la finestra di novembre 2024.


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