Un buongiorno a tutti ed eccoci alle nostre problematiche in tema di investimenti finanziari, abusi e soprusi ai danni dei poveri risparmiatori italiani. Nell’ ultimo periodo sono stato colpito dai risultati di una ricerca effettuata dall’ ufficio studi di mediobanca, una delle più importanti istituzioni finanziarie italiane.
Da detta ricerca scaturisce una verità inconfutabile, non un atto di accusa, bensì una vera e propria sentenza di condanna. La diciottesima edizione dell’indagine dell’ufficio studi di Mediobanca non concede attenuanti. Dalla lettura di dati di 1172 Fondi e Sicav italiani nel periodo che va dal 1984 al 2008 il cosiddetto risparmio gestito esce di nuovo con le ossa rotte. Prendendo tre periodi particolarmente significativi, il segno meno è una costante: da fine 1984 a fine 2008 i fondi comuni nel loro complesso hanno reso –47,7% rispetto ai Bot, negli ultimi dieci anni –4,6% e nell’ultimo lustro –35,8%.
In realtà la pubblicazione del centro ricerche diretto da Fulvio Coltorti contiene una dovizia di dati interessanti, come quelli sulla frenetica movimentazione dei portafogli dei clienti, sport dove i gestori italiani sono forse campioni del mondo. Evviva i Bot! Cardine del giudizio negativo sull’industria del risparmio gestito è però proprio il confronto coi più comuni titoli del Tesoro. In parole povere il fatto che i fondi abbiano reso meno dei Bot!!!. Questo Mediobanca lo dimostra in maniera inconfutabile, al di là di ogni onesto dubbio.
Ciò è importantissimo perché permette di smontare una delle tante frottole della pubblicità del risparmio gestito e delle banche in generale. Ossia quella che fondi comuni e simili avrebbero traghettato i risparmiatori italiani verso forme d’investimento più evolute. La verità è che abbandonare i titoli di stato è stata una scelta generalmente dannosa. Nell’arco di vent’anni dieci milioni d’italiani sono stati indirizzati verso prodotti meno redditizi, oltre che meno trasparenti e più pericolosi. Su questo non ci piove. Il punto semmai è un altro.
È comunque corretto il confronto dell’insieme dei fondi coi Bot? Mediobanca parte dalla saggia considerazione che si ci debba aspettare un rendimento maggiore quando si rinuncia a un investimento senza rischi (appunto i Bot). Invece i fondi comuni, innegabilmente più rischiosi, hanno reso meno. Una ulteriore indagine svolta dall’ Università di Torino approccia la problematica con un’ottica diversa provando a vedere le cose da un’altra angolazione, ossia a valutare l’operato dei gestori prendendoli in parola, cioè sulla base delle loro politiche d’investimento ufficiali.
Lo ha fatto per i mercati più significativi per un investitore italiano: il reddito fisso in lire e poi euro, la borsa italiana, le azioni europee o più precisamente di eurolandia, le azioni americane. Sviluppando confronti per periodi diversi, ovviamente tenendo conto dell’imposizione fiscale, dei cambi e di vari altri aspetti alquanto tecnici che qui preferiamo tralasciare.
Conclusioni? Peggio che andar di notte. Il deficit dei fondi comuni rispetto al fai da te risulta ancora maggiore. La ricerca fatta si basa sui rendimenti ottenuti negli ultimi dieci anni, un periodo che neppure la corporazione del risparmio gestito osa definire troppo breve.
Da detta ricerca è scaturito che i deficit di gestione sono enormi, andando da un meno 25% per il reddito fisso a un meno 70% per le azioni italiane. Il risparmio gestito ha reso mediamente meno non solo dei Bot, ma anche delle obbligazioni e dei titoli di stato, brevi o lunghi, nonché delle azioni italiane, europee o americane. Insomma na strage dei risparmi dei cittadini !!! Ciò purtroppo non è frutto del caso: è voluto. Infatti ciò che distrugge i rendimenti per i risparmiatori sono i costi di commisione ed i costi occulti che si pagano su questi strumenti finanziari.
Ci troviamo infatti di fronte a un gioco a somma nulla: alle perdite o ai minori guadagni dei clienti corrispondono maggiori utili di venditori, gestori e intermediari vari( banche e promotori finanziari). Ed è sicuro che continuerà a essere così. Il solo modo per sfuggirvi è riprendere il controllo dei propri soldi, liquidando senza remore i fondi comuni, le ancora meno trasparenti gestioni patrimoniali in fondi (Gpf) e soprattutto i consigli “disinteressati” di banche e promotori finanziari!!! E ultimamente anche delle poste!!! Alla prossima verità nascosta.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni


















