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Falsi invalidi a Ragusa, arrestato medico di Siracusa: mazzette in cambio di pensioni

Si tratta del medico Giuseppe Iuvara, presidente della commissione invalidi a Ragusa, della figlia di un'anziana donna che aveva chiesto, senza averne titolo, la pensione di accompagnamento e di una 61enne, che ha fatto da tramite

Nel pomeriggio di ieri, 20 febbraio, il Nas Carabinieri di Ragusa, nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria, coordinata dal Procuratore della Repubblica, Fabio D’Anna e dal sostituto procuratore della Repubblica Giulia Bisello, volta al contrasto di reati contro la pubblica amministrazione nel settore della sanità, ha tratto in arresto, in flagranza del reato di corruzione, Giuseppe Iuvara, medico siracusano, dipendente dell’Asp7 di Ragusa e presidente della commissione invalidi nonché le ragusane T.S., figlia di una anziana donna che aveva chiesto, senza averne titolo, la pensione di accompagnamento e C.C., 61 enne, che ha fatto da tramite tra i due.

Iuvara ha lavorato nei nosocomi di Catania, Ragusa e Siracusa, è un professionista molto conosciuto con alle spalle una lunga carriera e specializzazioni nel campo della medicina legale, dell’ortopedia e della traumatologia e svolge attività come consulente dell’area medico-legale con il tribunale di Ragusa e della provincia di Siracusa e Catania. Chiamato più volte a partecipare a programmi televisivi in qualità di esperto medico legale. Si è occupato, tra gli altri, dei casi del piccolo Loris Stival e della morte dello chef Giuseppe Lucifora.

Grazie alle attività di intercettazione ambientale e telefonica, i militari hanno appreso che il 13 febbraio 2020, nel corso di un incontro avvenuto nello studio privato del medico a Siracusa, i tre avevano concordato le modalità di dettaglio della visita per l’accertamento dell’invalidità civile.

In particolare, nel corso dell’incontro, il medico aveva prospettato la possibilità di effettuare, personalmente, la visita a domicilio della richiedente anziché in maniera collegiale alla commissione invalidi. Tale procedura, secondo il medico, si rendeva necessaria in quanto la paziente non avrebbe avuto diritto all’indennità di accompagnamento e che qualora si fosse recata presso la commissione invalidi, senza il suo interessamento, sicuramente non le sarebbe stato riconosciuto il beneficio.

Inoltre, nel corso dell’incontro, il medico nell’ipotesi in cui non fosse stata possibile la visita domiciliare, forniva dei “suggerimenti” su come raggirare gli altri membri della Commissione invalidi quali il non ricordarsi le date, non riconoscere la propria figlia scambiandola per una sorella e cercando di parlare meno possibile per dare l’impressione di essere disorientata.

Alla fine di questo primo incontro, per il suo interessamento, il medico si faceva consegnare la somma di 200 euro e richiedeva ulteriori somme, circa 1.000 euro da consegnare a pratica conclusa.

Ottenuta la possibilità della visita domiciliare, le parti hanno concordato un nuovo incontro per le 16.30 del 20 febbraio di cui i Carabinieri del Nas hanno avuto contezza grazie alle attività di captazione. E in effetti, nel giorno e orario indicato, hanno potuto assistere allo scambio di denaro in esito alla redazione della certificazione di invalidità fatta senza la presenza della beneficiaria.

I militari, all’interno dello studio medico hanno rinvenuto la documentazione con cui il medico siracusano aveva riconosciuto l’indennità di accompagnamento alla madre di T.S. che non aveva titolo. Dopo le formalità di rito il medico è stato associato alla locale casa circondariale mentre le due donne sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari. Nel corso dell’attività di Polizia giudiziaria si è proceduto al sequestro di vario materiale informatico e cartaceo, quali fonti di prova dei reati per i quali si è proceduto.


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