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Favori, denaro e assunzione del figlio in cambio di un aiuto sulla Tari dell’azienda: patteggia il dipendente comunale di Priolo

Patteggiano il dipendente comunale di Priolo ma anche il titolare e il dipendente della società, cui viene elevata una sanzione pecuniaria

Erano stati arrestati con l’accusa di corruzione perché tramite una falsa attestazione delle dimensioni della sede di una società, avrebbero permesso alla stessa di eludere la tassazione sui rifiuti, per un totale di oltre 42 mila euro non versati. Secondo gli inquirenti, il dipendente comunale di Priolo Vincenzo Iannì avrebbe ottenuto in cambio un telefono cellulare, denaro in contanti, buoni benzina, riparazioni all’auto e l’assunzione del figlio nell’impresa in questione. Per questo, a luglio dello scorso anno era finito in manette.

Il 13 gennaio scorso, però, si è giunti con una sentenza di patteggiamento – davanti al giudice Francesco Alligo e con il parere positivo del Pm Tommaso Pagano – a 2 anni per l’impiegato dell’ufficio Tributi Iannì, e per Cesare Pozzoli, dipendente della ditta Belzona Service srl, che dovevano rispondere di corruzione (e anche falso per il funzionario pubblico) e un anno e 10 mesi per il titolare della Bs Vincenzo Arrabito. Alla società è stata inflitta anche la sanzione di 11.878 euro. Pena sospesa sia per Iannì e Pozzoli, difesi il primo dagli avvocati Giuseppe calvo e Stefano Rametta e il secondo da Alessandro Cotzìa, sia per Arrabito, rappresentato dal legale Natale Perez, mentre all’azienda, difesa da Marco Benintende, è stata concessa la possibilità di rateizzare la sanzione.


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