Il momento centrale della stagione è giunto. La settimana più estiva dell’anno è in corso. La gran parte della popolazione è in ferie e sospira felice, sorridendo al solo pensiero di scender giù dal letto la mattina per accomodarsi sul telo da spiaggia davanti al luccichio del mare, piuttosto che sulla sedia d’ufficio davanti ad un “asettico” computer.
Ogni giorno è uno sciame di persone, bambini, ragazzi, adulti e anziani, che in questa settimana di solleone si concedono ore di relax lontani dagli incombenti impegni di tutto l’anno. Tutte le generazioni, in questi giorni si godono un meritato riposo.
E nelle battigie non s’intravede più un metro quadrato di sabbia.
Sovraffollati, i lidi privati mantengono la loro simmetria e l’omogeneità di sfumatura dei propri ombrelloni e sdraio unica tinta, solo con un numero maggiore di utenti.
Ma le spiagge libere cambiano aspetto, presentando un’eccedenza di variegati colori e odori.
“Approdano” famiglie e gruppi di persone attrezzate di ogni confort per trascorrere giornate intere al sole. E, con il loro fai-da-te da spiaggia, si insediano con giochi di ogni genere, racchettoni, cruciverba e poltrone ultracomode da fare concorrenza a quelle di “Mediashopping”.
Ma soprattutto, a non mancare mai è il pranzo completo. E sì, quello cui il Siracusano tipo non rinuncerebbe, assolutamente, sembra essere un invitante piatto di pasta anche sotto il sole di oltre trentacinque gradi.
Così, a meno che non ci si affidi alle pietanze preparate nei punti snack attigui, è ricorrente la caratteristica scena delle ore 13,00 circa: borsa frigo a portata di mano contenente insalate di riso e, perché no, anche una stuzzicante teglia di pasta al forno fino alla frutta di fine pasto, che per alcuni è un must anche al mare. Si consuma il pranzo comodamente, come se si fosse al tavolo della propria cucina, mantenendo la fama di buongustai.
E dopo? Purtroppo, nella tipica scena appena descritta, è incluso il momento di smaltimento rifiuti più immediato: gettare buste e avanzi di mondezza nello stesso luogo in cui si sosta e non negli “appositi contenitori”, lasciando quotidianamente un anti-igienico ed anti-estetico pattume. Un vizio che negli anni non ha lasciato spazio a quella tanto auspicabile civiltà per un interesse comune.
Solo una minima parte di bagnanti, infatti, ha l’accortezza di raccogliere i resti avanzati e rimuoverli dalla spiaggia. Il resto, a fine giornata, preferisce fare un bagno e godere degli ultimi momenti di relax, disinteressati di chi l’indomani, a prima mattina, si accomoderà accanto alla spazzatura.
L’attenzione, allora, non vada solo al costume da indossare e al pareo da abbinarvi, ma anche al rispetto per l’ambiente e per i vicini d’ombrellone, specialmente in questi giorni a cavallo di ferragosto in cui si registrerà il picco più alto di presenze al mare.

